Netturbini senza stipendio. La protesta corre sui tetti. (Foto)

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Operai sul tetto - Caltambiente rifiutiIeri  mattina i netturbini di Caltambiente senza stipendio da due mesi hanno iniziato una plateale forma di protesta nella sede della società, occupando lo stabilimento. Un gruppo di operai è salito sul tetto con il dichiarato intento di rimanervi sin quando non arriveranno novità sul pagamento degli stipendi.

I vigili del fuoco a metà mattinata sono intervenuti in forze con un’autoscala, diversi operatori e il materasso gonfiabile posto nel cortile sottostante il tetto su cui si sono asserragliati gli operatori ecologici.

Giunto sul posto  in tarda mattinata, il sindaco Michele Campisi ha avviato una trattativa inizialmente con il resto degli operatori che ha protestato nel cortile di Caltambiente e successivamente salendo al primo piano dello stabile in modo da interloquire con gli operatori sul tetto che hanno annunciato di voler proseguire la protesta a oltranza e rimanere sul tetto anche di notte.

Campisi tratta con operaiSostanzialmente Campisi ha rimandato alla riunione di questo pomeriggio in Prefettura.

“Domani mattina – è l’esito della riunione in Prefettura – sarà versato dal Commissario regionale per l’emergenza rifiuti, l’importo sostitutivo per 186 mila euro, ma non arriverà nelle tasche degli operai prima del 26 novembre”, fa sapere l’Ato Ambiente CL1, motivo per cui i netturbini hanno iniziato lo sciopero e gli effetti sono già visibili nelle strade. Con queste somme sarà saldato il mese di settembre grazie all’intervento sostitutivo del soggetto attuatore, del dipartimento Acque e rifiuti, Maurizio Norrito.

Il 30 novembre è prevista un’ulteriore fatturazione che consentirà agli operai di percepire un altro anticipo sulla mensilità del mese di ottobre. Le somme che il commissario erogherà su fatturazione della Caltambiente è relativo al solo mese di novembre per complessivi 291 mila euro, comprensive di altri 105 mila euro, per le spettanze che matureranno nei prossimi cinque giorni.
Queste le soluzioni percorribili che sono state individuate nel corso dell’incontro che si è svolto mercoledì in tardo pomeriggio in Prefettura su convocazione del prefetto Carmine Valente.
La situazione, in città, è deteriorata, nelle ultime ore, a causa dell’esasperazione dei netturbini che reclamano due mensilità. Tra i netturbini sul tetto, un operaio ha tentato di darsi fuoco.
Nel corso del vertice, i partecipanti hanno auspicato unanimemente un rapido pronunciamento da parte del giudice dell’esecuzione.
Erano presenti , il viceprefetto vicario, Giuseppina Di Raimondo, il liquidatore dell’Ato Ambiente Cl1, Elisa Ingala, il coadiutore  Teobaldo Russo, il sindaco Michele Campisi, l’assessore Gaetano Angilella, l’assessore comunale all’Ambiente, Carlo Giarratano, il ragioniere generale, Claudio Bennardo, per Caltambiente, società che gestisce il servizio, Mario Meli; per la parte delle rappresentanze sindacali, Giuseppe Scarantino della Rsa Cgil, Rosario Margiotta, segretario provinciale della Uil, Lo Cicero Mario per la Ugl, Liborio Lombardo della Cisl e Luisa Lunetta segretario provinciale Cgil.

Caltambiente la protestaMa il nuovo governo Crocetta sta per insediarsi e difficilmente dalla Regione ci sarà un’assunzione di responsabilità che corrisponda al pagamento di somme straordinarie. Se si tratta di normale amministraizone, quindi, qualche anticipazione arriverà ma non sarà sufficiente  per pagare gli stipendi e soprattutto nei tempi richiesti dai lavoratori che proprio per tale motivo hanno iniziato l’astensione.

operai netturbiniLe casse dell’Ato CL1, nonostante gli introiti della Tarsu che continuano ad arrivare dai cittadini che pagano le bollette, sono bloccate dal pignoramento operato da un creditore, la discarica di Siculiana, ovvero la CAtanzaro Costruzioni, società che la gestisce che stanca di attendere il pagamento di somme arretrate per quasi un milione e mezzo di euro ha pignorato le casse dell’Ato e dei 10 comuni che all’Ato conferiscono risorse per il servizio rifiuti. Risultato: tutto bloccato, se non 150 mila euro che esulano dal pignoramento che sono state trasferite immediatamente a Caltambiente.

La Regione, con l’ingegnere Norrito, doveva sostituirsi all’Ato per un mese, in via eccezionale, anticipando direttamente alle società fornitrici le somme pari ad un mese di gestione e non oltre 1 milione e mezzo di euro circa. Ma i tempi per tale intervento sono slittati di molto per adempimenti burocratici che fanno però pensare, appunto, all’indecisione degli alti burocrati. Dare corso alle indicazioni del governo Lombardo con il rischio di andare incontro a procedure d’infrazione del nuovo governatore Crocetta?

Un’altra soluzione mediata dalla Prefettura era un accordo, accettato preliminarmente da CAtanzaro Costruzioni. L’ato si impegnava a pagare 400 mila euro nell’immediato e 300 mila entro dicembre. I comuni, però, dovevano sottoscrivere il resto del debito, garantendone il pagamento anche dilazionato. Ma i comuni, come ad esempio il capoluogo, non intendono accettare questa soluzione in quanto ritengono di essere in credito.

Dal tavolo in Prefettura si attende una soluzione quantomeno temporanea. A remare contro tale ipotesi anche le notizie degli operai secondo cui Caltambiente, in caso di versamento dei primi 130 mila euro, non darebbe un centesimo agli operai poichè quelle somme servirebbero per pagare gli F24 arretrati, condizione essenziale, peraltro, per proseguire il rapporto contrattuale con l’Ato e con i dipendenti.

Insomma il classico circolo vizioso che solo una direttiva autorevole e di netta discontinuità del neo assessore, il magistrato antimafia, Nicolò Marino, potrebbe forse dipanare, iniziando dal conferire gli incarichi a chi dovrà trattare per conto della Regione.

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