“Nessun declassamento per l’Asp nissena”, l’assessore Razza scrive al vescovo Russotto e allega un documento di 26 pagine con gli interventi realizzati

Assoluta insussistenza di un processo riformatore che tenda al declassamento delle attività sanitarie in provincia di Caltanissetta. E’ la formula con cui si apre una lettera dell’assessore alla salute Ruggero Razza in risposta alla missiva del vescovo Mario Russotto. Oggi l’assessore è stato a Caltanissetta come testimonia la sua pagina facebook dove sono state pubblicate le foto di un sopralluogo nel cantiere della nuova terapia intensiva. “Il 26 febbraio si completeranno i lavori per 20 posti letto di terapia intensiva. Oltre mille metri quadrati di reparto realizzati dalla struttura commissariale in collaborazione con l’Asp. Si delinea la dotazione di posti letto di un vero hub. Ancora una volta i fatti sono più forti delle polemiche locali”, scrive Razza nel suo post. Tornando invece alla lettera al vescovo, preceduta da una telefonata avvenuta nella giornata di ieri, l’esponente del governo regionale parla di “suggestioni che sono state propalate dal sindaco della città alla pubblica opinione, senza che vi fosse alcun atto formale o procedimento amministrativo avviato dal quale potesse evincersi quanto dallo stesso affermato”. A fronte di ciò l’assessore alla salute allega un documento di 26 pagine, “un dossier realizzato dall’Azienda Sanitaria Provinciale, dal quale si possono evincere gli sforzi, gli investimenti, la pianificazione, l’impegno costante per realizzare, nell’ambito della Sicilia centrale, un vero bacino sanitario dotato delle specialità previste dalla legge e di un ospedale Hub che si avvia, adesso, finalmente e faticosamente a diventare un polo di riferimento come DEA di II livello. I fatti da un lato, le suggestioni dall’altro”.

“Se ciò non fosse la riprova della volontà di sostenere e rafforzare questo territorio sempre manifestata dal Governo della Regione – prosegue Razza – sarebbe sufficiente valutare con quale forza abbiamo lavorato a investire sul CEFPAS di Caltanissetta facendone un punto di riferimento a livello nazionale: decine di milioni di investimenti, convenzioni con le principali Università italiane, attività di innovazione digitale e formativa. Proprio su quest’ultimo impegno si regge, forse, la suggestione con la quale il Sindaco della città si è avvitato in propalazioni capziose, quelle si, e non altre “forse”, dal retrogusto elettorale”. E’ questo il passaggio della lettera in cui si chiama in causa l’università di Enna Kore.

“La Sicilia centrale – scrive Razza – sconta, come a tutti noto, una carenza di professionalità derivante in modo particolare dalla lunga assenza di un polo formativo con scuole di specializzazione e con la capacità di formare medici competenti e legati al territorio. A questa lunga assenza, con il ruolo attivo della Regione Siciliana, ha contribuito a porre rimedio l’Università “Kore” che è, appunto, Università della Sicilia centrale, le cui attività si aggiungono ai già avviati corsi realizzati dal Consorzio universitario nisseno. Si apre, quindi, la possibilità per le aree interne di Caltanissetta, Enna e Agrigento di poter lavorare a una rete formativa universitaria che coinvolga il territorio attraverso la realizzazione di un teaching hospital con scuole di specializzazione e, quindi, con il riconoscimento di una centralità effettiva ad un territorio che, allo stato, è centrale solo per geografia dei luoghi. Dalle Istituzioni mi sarei aspettato una richiesta di coinvolgimento nel processo virtuoso che si è aperto e non la diffusione di allarmi ingiustificati, con toni ingiustificabili”.

“Come parimenti ingiustificabili – prosegue la missiva – sono le critiche a priori poste al piano sulla sanità del territorio che è stato predisposto dall’ASP di Caltanissetta, in adesione alle linee guida dell’AGENAS sulla missione 6 del Pnrr, in modo da evitare che possano essere dispersi finanziamenti pubblici e dopo aver coinvolto tutti i sindaci della provincia. È noto, per altro, che si tratta di una proposta la cui discussione con le parti sociali, le forze produttive, le forze politiche e il Parlamento è tuttora in via di approfondimento, con la finalità di raccogliere proposte integrative e migliorative. La disponibilità mia personale e la condivisione piena delle Sue preoccupazioni rendono vivo l’impegno del Governo regionale a proseguire sulla strada intrapresa. Resta solo il rammarico forte legato a un’azione politica impropria e inconducente che, finanche nella rappresentazione all’Eccellenza Vostra di circostanze e fatti del tutto privi di qualsiasi riscontro oggettivo, ha inevitabilmente contribuito a diffondere allarme tra i cittadini, preoccupazione tra gli operatori, immotivato discredito sulla Istituzione. Cui prodest? ”.

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