Nessun declassamento per il Maddalena Raimondi di San Cataldo. Il dg Caltagirone: “Ipotesi che non mi appartengono”

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“Nessun declassamento per il presidio ospedaliero Maddalena Raimondi di San Cataldo e per nessun altro PO del Nisseno”. Il Direttore Generale dell’azienda sanitaria di Caltanissetta, Alessandro Caltagirone, si rammarica per quanto letto su alcune testate on line e “che non rispecchia in alcun modo i contenuti della direttiva n. 14284 del 25/04/2020 a firma dello stesso”.

“La direttiva inviata a tutti i Direttori dei Presidi del nisseno, in perfetta sintonia con le indicazioni assessoriali fin qui trasmesse, ricordava, ancora una volta, che i ricoveri e gli interventi di qualsiasi tipo devono essere limitati solo ai casi urgenti e indifferibili. Le altre prestazioni definite differibili vanno rimandate ad altre date”, spiega il manager.

Ed inoltre la stessa direttiva sottolineava come “i ricoveri vanno limitati al solo periodo di acuzie ed ai periodi strettamente indispensabili mentre, per gli altri casi, vanno ricercate alternative che favoriscono il distanziamento sociale, preferendo soluzioni a tutela dei pazienti (dimissioni a domicilio, dimissioni protette, assistenza domiciliare) e qualsiasi altra forma a garanzia della sicurezza”.

Raccogliendo quest’ultima indicazione, continua il manager, “il Dirigente Medico del Presidio citato negli articoli, al fine di suggerire alcune misure per un adeguato contenimento delle infezioni da SARS-Cov-2, anche alla luce dei nuovi scenari epidemiologici che indicano come possibili focolai gli ambienti confinati, raccomandava di limitare la permanenza dei pazienti all’interno delle strutture, soprattutto dei pazienti più fragili, ed in particolare in quelle unità operative dove i tempi lunghi di permanenza possono costituire un ulteriore fattore di rischio. Proprio nel caso in cui il ricorso ad un ricovero ordinario non sia strettamente necessario è ragionevole considerare altri setting assistenziali (A.D.I. ed altro)”.

Il Direttore Generale rimarca che in tali casi è cura del responsabile di ogni unità operativa porre in essere quanto ritenuto necessario al fine di contenere un’eventuale infezione da SARS Cov-2 mettendo in atto le misure ritenute più idonee per ogni singolo paziente sia in relazione al numero di contestuali ricoveri nella stessa unità operativa, allo stato di salute di ognuno dei pazienti, alle possibili dimissioni, alla logistica interna della unità operativa per favorire il distanziamento ed utilizzando tutti gli strumenti messi a disposizione della direzione strategica aziendale.

Il Direttore Generale riferisce che “ogni iniziativa intrapresa, in questo particolare momento di pandemia, è tutela dei pazienti più fragili, degli operatori e dell’intera popolazione nissena”. 

“Ogni Presidio Ospedaliero – continua il manager – ha la sua identità sanitaria, che va difesa e migliorata. È compito, nonché interesse strategico di questa Direzione Aziendale potenziare le strutture esistenti per dare una sanità migliore di quella che abbiamo ereditato. Pertanto dissento dalle ipotesi di declassamento dei Presidi Ospedalieri che dirigo. Ipotesi che non mi appartengono e che sarebbero in controtendenza rispetto a quanto fatto in un anno di direzione di questa ASP”.

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