Nessun avvicendamento concordato. L’assessore Zagarrio è stato rimosso

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La sostituzione dell’assessore Udc, Luigi Zagarrio con Massimo Bellomo del Pd, non è stata indolore. Dalla stessa determina del sindaco Giovanni Ruvolo  emerge un retroscena che rivela rapporti non proprio sereni nella maggioranza. Zagarrio, infatti, è stato revocato. Non si è dimesso, non si è trattato di un avvicendamento concordato. Il sindaco ha dovuto ricorrere ad un atto di revoca, prima di nominare Bellomo. Uno dei tanti segni che il dialogo con l’Udc è interrotto.

Non è stato un avvicendamento concordato dalle forze di maggioranza, ma una vera e propria revoca del mandato da parte del sindaco, Giovanni Ruvolo, all’Assessore Luigi Zagarrio. E’ quanto emerge dalla delibera pubblicata in albo pretorio avente ad oggetto “revoca della nomina alla carica di assessore del signor Luigi Zagarrio”. La determina sindacale è stata pubblicata giorno 8 settembre, data in cui è stata poi trasmessa all’assessore uscente dell’ Udc, Luigi Zagarrio.

Una modalità, quella della revoca dell’incarico all’assessore, che denota un clima tutt’altro che sereno in seno alla coalizione di maggioranza a Palazzo del Carmine. Se l’avvicendamento fosse avvenuto nell’ambito di un rimpasto concordato, infatti, l’assessore Zagarrio si sarebbe autonomamente dimesso,  se a chiederglielo fosse stato il suo partito, e non avrebbe costretto il sindaco a revocargli l’incarico.

Nell’atto di nomina del nuovo assessore del PD, Massimo Bellomo, invece, il sindaco precisa che al momento entra in giunta senza deleghe, le quali saranno assegnate nell’ambito di una rimodulazione complessiva. In altre parole, se la composizione della giunta rimarrà quella attuale, senza altri ingressi o uscite, questo significa che alcuni assessori potrebbero vedersi cambiata la delega. La partita si gioca soprattutto sull’assessorato al Bilancio e risorse finanziarie, guidato dall’assessore del Polo Civico, Boris Pastorello, ma non solo. C’è all’ordine del giorno un “alleggerimento” delle deleghe all’assessore Falci ma anche il tema della delega allo sport. Tenuto conto che Bellomo  è stato revisore dei conti proprio al Comune, secondo il PD  avrebbe dovuto acquisire la delega al bilancio. Però ci sono forti resistenze dal momento che sarebbe più difficile spiegare il senso di una discontinuità amministrativa in un così delicato ramo dell’amministrazione a fronte della permanenza in giunta dell’assessore che oggi detiene quella delega, l’avvocato Boris Pastorello. E così Bellomo potrebbe fare l’assessore alle attività produttive e acquisire magari altre deleghe connesse.

Ma questo potrebbe essere l’ultimo dei problemi per il sindaco Ruvolo e la giunta. Da quando il primo cittadino ha motivato ai vertici Udc la sua intenzione di concedere al partito un solo assessorato (raddoppiando le deleghe), tenendo per il polo civico tre assessori in giunta, i rapporti si sono letteralmente gelati. Una proposta che non è piaciuta ai vertici del partito guidato da Gianluca Miccichè, anche perchè gli accordi di coalizione erano diversi. E così dopo l’uscita dall’Udc di tre consiglieri che hanno formato i “moderati per Caltanisetta”, i quali rimangono in posizione interlocutoria, e dopo la spaccatura del gruppo Pd, dove i consiglieri Petitto e Dolce hanno dichiarato di essere svincolati dalla maggioranza e infine con un polo civico rimaneggiato, passato da cinque consiglieri a due effettivi più Carlo Campione in posizione molto critica, per Ruvolo si apre un problema di tenuta della maggioranza. Non tanto su atti fondamentali come il bilancio di previsione che sarà approvato certamente, altrimenti si scioglie il consiglio comunale e si va al voto, ma sulla qualità degli atti, a partire dallo stesso bilancio. Senza una maggioranza solida si rischia di aprire un’infinita mediazione con i gruppi su ogni azione amministrativa, circostanza che non aiuta certo la possibilità di una programmazione a lungo termine.

“Siamo disponibili a che si voti provvedimento per provvedimento”, disse pochi mesi addietro il coordinatore del polo civico, Ruben Giamporcaro, riferendosi a possibili smottamenti nei numeri della maggioranza. Un’indicazione utile a evitare rendite dalla frammentazione politica, ma rischiosa per la linearità dell’azione amministrativa.

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