Nel 2009 la frana in cui morì Santo Notarrigo, parla la vedova: “Cerco un lavoro, promesse solo prima delle elezioni”

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“Non chiedo sussidi ma un lavoro, anche un part time. Ci sono due ragazzi orfani e io voglio lavorare”. Tante promesse ma mai un lavoro e adesso che entrambi i figli sono a ridosso della maggiore età per Daniela Pernicano la vedova di Santo Notarrigo, operaio morto in cantiere il 28 gennaio del 2009, le prospettive di futuro si fanno più nere. Per questo la signora Pernicano ha deciso di lanciare nuovamente un appello alla città e alle istituzioni affinché qualcuno possa mobilitarsi per aiutarla a trovare un impiego. Anche un lavoro part time che al contrario di lavori saltuari, possa garantire almeno un’entrata certa ogni mese. “Non sono mai stata con le mani in mano, ho sempre lavorato in ambito domestico e con lavori saltuari ma adesso che i miei figli raggiungono la maggiore età (il più grande è già maggiorenne, la figlia più piccola lo diventerà a breve, ndr.) non avranno neanche l’entrata dell’assegno Inail” spiega la signora Pernicano. Circa 500 euro al mese percepiti dai figli per la morte del padre in cantiere. Una tragedia, quella del 2009 in cui oltre a Santo Notarrigo allora 35enne, morì il collega Felice Baldi operaio di soli 19 anni. Furono investiti da una frana di fango e blocchi di cemento in via Mario Gori mentre lavoravano alla messa insicurezza del costone di una collina.

“Ho fatto diversi appelli negli anni ma non si è visto nessuno. Le promesse sono arrivate solo in tempo di elezioni ma io da 11 anni non ho mai avuto aiuto da nessuno. I primi tempi ho fatto avanti e indietro dal Comune, dopo sei anni mi sono stancata. In passato ho avuto assegnata una casa a Santa Barbara ma era piena di umidità e i miei figli presero la broncopolmonite, c’è anche un referto del medico a certificarlo. Avevo chiesto al Comune di cambiarla ma non è stato possibile. Poi sono andata ad abitare con mia mamma, ma mio padre aveva problemi di salute e quindi ho deciso di andare in affitto”.

La Cassazione ha stabilito anche il diritto al risarcimento del danno. All’inizio del 2021 si aprirà il processo civile. I tempi della giustizia non sono compatibili con le esigenze della vita, soprattutto se a scombussolarla arriva una tragedia inaspettata. “Aspetto la prima udienza ma se ne parlerà il 27 gennaio 2021 se non accadono imprevisti causa Covid. Ma del risarcimento ancora non se ne parla, ci vorranno almeno due o tre anni, me lo hanno detto anche gli avvocati”.

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