"Negozi cinesi da monitorare". Federmoda: "Concorrenza non sia anarchia".

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La Federazione Moda Italia chiede piu’ informazione sulle attivita’ aziendali “made in china”, richiamando all’attenzione la trasmissione delle Iene che sottolineava il “modus operandi” dell’imprenditoria cinese con imprese fantasma a prestanome e creazione di negozi mordi e fuggi.

“Prendendo spunto da questo servizio – scrive la federazione moda italia nissena – i nostri associati non possono che rimanere turbati, visto il fiorire di strutture aziendali molto importanti, di matrice cinese, negli ultimi anni, ma soprattutto negli ultimi mesi” in città.

“Sicuramente – prosegue la nota – saranno aziende oneste, gestite legalmente da imprenditori di indubbia moralità e senza alcun tipo di problematica alcuna, ma nella tutela dei diritti dei nostri associati e della leale concorrenza, credo sia legittimo porsi il dubbio che, quello che si è visto all’interno del servizio, possa essere una prassi estesa anche nel nostro territorio provinciale”.

“La Federazione Moda Italia, attraverso il consiglio direttivo, si farà ente propositore di incontri con le forze dell’ordine preposte al controllo delle attività commerciali in genere, per conoscere e poter essere rassicurati che si tratti di attività che operano nel rispetto della concorrenza.

I nostri associati, e soprattutto la nostra categoria di imprenditori del settore commercio, svolgono le loro attività in un clima di grande difficoltà a causa di una crisi che non conosce sosta, di un rapporto tra imprenditoria/banche che causa problematiche di liquidità, di una lacuna normativa che non disciplina tutte le altre forme di vendita, lasciando libertà anarchica di azione, di un assenza costante della classe politica che lascia la nostra provincia e la nostra città nel totale oblio senza un minimo di programmazione: Non siamo assolutamente nelle condizioni di poter sostenere una concorrenza che non abbia basi di uguaglianza e di equità”.

“All’interno del servizio del “Le Iene”, queste aziende erano aiutate da un consulente aziendale  di dubbia professionalità. In questa nostra campagna di informazione, chiederemo la collaborazione dell’Ordine dei dottori commerciali ed Esperti Contabili di Caltanissetta, dell’Ordine dei dottori commerciali ed Esperti Contabili di Gela, dell’Associazione Italiana Dottori Commercialisti di Caltanissetta, l’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Caltanissetta e l’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Gela: ad essi chiederemo la sensibilizzazione della categoria a questa problematica, in quanto consulenti delle aziende e quindi primi testimoni della difficoltà che le aziende “tradizionali” stanno vivendo”.

“Desideriamo trasmettere la volontà di creare una rete di soggetti che si facciano, autonomamente, garanti nel tutelare il patrimonio economico e sociale che ha permesso di far vivere e lavorare degnamente le famiglie della provincia di Caltanissetta”.

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