Nave Diciotti, lettera aperta di Leandro Janni al Ministro Matteo Salvini

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Lettera del prof Leandro Janni sulla Nave Diciotti che di seguito pubblichiamo

Catania, 22 agosto 2018 – Nessuno sbarco, ancora, da nave
“Diciotti”, arrivata alle 23.30 circa di due giorni fa nel porto di
Catania con 177 migranti soccorsi al largo di Lampedusa. I profughi, è la
linea adottata, non potranno lasciare il pattugliatore della Guardia
Costiera in attesa della ripartizione tra i Paesi del’Unione Europea dei
migranti soccorsi. Anche questa mattina sul molo di Levante è presente
solo personale della Guardia Costiera, della Polizia di Stato, della
Guardia di Finanza e dei Carabinieri, nessun volontario o appartenenti
alla Protezione Civile per l’assistenza allo sbarco.

Egr. Ministro dell’Interno Matteo Salvini,

preso atto delle Sue ostinate determinazioni in ordine alla nave della
Guardia Costiera Italiana “Diciotti”, che ha soccorso e salvato 177
esseri umani e che finalmente ha potuto attraccare al porto di Catania, ma
a cui Lei, come ha affermato, “non ha dato né darà alcuna autorizzazione
allo sbarco dei migranti dalla nave finché non avrà certezza che
andranno altrove, suddivisi tra i 27 Paesi UE” -, nave in cui donne,
uomini e minori attualmente si trovano – a parere di chi scrive – in
stato di “sequestro di persona”, in attesa che intervengano il Presidente
della Repubblica e la Magistratura, Le invio, per opportuna conoscenza,
questi due fondamentali articoli della Costituzione della Repubblica
Italiana.
Articolo 10: L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del
diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica
dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei
trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese
l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla
Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica,
secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l’estradizione
dello straniero per reati politici [cfr. art. 26].
Articolo 13: La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma
alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né
qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto
motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art. 111 c. 1, 2] e nei soli
casi e modi previsti dalla legge [cfr. art. 25 c. 3]. In casi eccezionali
di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge l’autorità
di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono
essere comunicati entro quarantotto ore all’autorità giudiziaria e, se
questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono
revocati e restano privi di ogni effetto. E` punita ogni violenza fisica e
morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà [cfr.
art. 27 c. 3]. La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione
preventiva.

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