Nasce rete civica della salute. L'assessore Borsellino annuncia soluzioni per carenze organico

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“Si tratta di una iniziativa volta a migliorare la comunicazione istituzionale in Sanità e una umanizzazione delle cure, dove il cittadino è attore partecipante, quale sentinella che possa documentare, fino ad arrivare al decisore politico attraverso gli organi aziendali per migliorare quello che non va”.
IMG_8705Così l’assessore alla salute, Lucia Borsellino, ha presentato stamane al Cefpas la “Rete Civica della Salute” in Sicilia, una rete formale che convoglia tante esperienze informali di partecipazione di associazioni e singoli cittadini che potranno in qualche modo partecipare e influenzare anche le scelte di programmazione delle Asp.
“Un collegamento – ha dichiarato la Borsellino a CL1 – tra cittadini e sistema sanitario affinché si renda continuo lo scambio di informazioni. Rendere il sistema trasparente con le sue virtù e le criticità. La rete civica coinvolgerà tutti i cittadini con l’implementazione di accordi e richieste da parte del singolo cittadino, messe a sistema consentendo uno scambio continuo di informazioni, che ci darà anche la qualità della sanità percepita dagli utenti”, ha detto l’assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino.
All’assessore abbiamo chiesto un parere sulle due tematiche oggetto di polemiche e proteste nel nisseno, ovvero i Pronto soccorso di Caltanissetta e Gela e lo sciopero della fame del sindaco di Niscemi per le carenze di organico dell’ospedale Basarrocco.
“Siamo al corrente e seguiamo passo passo queste iniziative. L’Asp 2 di Caltanissetta, con cui sono costantemente in contatto, sta assumendo tutte le iniziative per coprire gli organici che a Niscemi hanno visto un depauperamento di due figure, che in un ospedale di piccole dimensioni rende subito delle criticità nell’erogazione dei servizi”.
“I Pronto soccorso sono un tema delicato che sta a cuore a me e all’amministrazione in questa fase delicata di un percorso di riqualificazione, perchè il tema del pronto soccorso è determinante. L’azienda sta provvedendo, facendo scorrere la graduatoria, con tutti gli strumenti a disposizione. Oggi è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto sulla rete ospedaliera che consentirà di definire le piante organiche e sarà il prossimo atto di programmazione che consentirà lo sblocco delle procedure di reclutamento anche per porre fine a questo precariato che non fa bene al sistema e agli operatori”, ha detto Lucia Borsellino, assessore regionale alla Salute del governo Crocetta.
Alla conferenza stampa, tenutasi al Cefpas, individuato quale interlocutore privilegiato per la costituzione della rete civica della salute, ha partecipato tra gli altri il direttore del centro, Angelo Lomaglio.
“E’ un’applicazione importante fatta in Sicilia dell’articolo 4 del Patto per la Salute, proprio perchè la Regione Siciliana ha iniziato un percorso virtuoso con i comitati consultivi aziendali, che consente di avere un riscontro tra l’offerta sanitaria e la domanda, che spesso non viene soddisfatta. La rete è la strutturazione del rapporto tra cittadini e azienda sanitaria, per comprendere i punti di crisi e avere un momento propositivo e progettuale. Stiamo vivendo un momento di cambiamento fondamentale, perchè la rete ospedaliera si sta rimodulando. Dobbiamo quindi pensare che è fondamentale la prevenzione e l’informazione, all’integrazione socio sanitaria, e non pensare all’ospedale come unico presidio sanitario. Come nelle società avanzate dobbiamo pensare alla capacità del sistema di avere più presidi a disposizione del cittadino soprattutto in fase di prevenzione”.
Ma quali strumenti avranno le reti civiche della Salute per incidere?
“Avranno degli strumenti concreti perchè le reti consentono ai cittadini di avere l’obbligo da parte delle istituzioni di fornire informazioni. Poi ci sono i tavoli consultivi permanenti in cui le associazioni e la rete civica possono e devono dare impulsi, spinte e sollecitazioni. Ma soprattutto la Rete civica entra nella programmazione sanitaria. La grande novità è che i cittadini entrano nella programmazione sanitaria, uscendo dall’aspetto formale della sola denuncia, ma si entra nella programmazione con maggiore incisività”, conclude Lomaglio.

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