Nasce il "MuMi", il Museo Mineralogico nisseno apre i battenti al Mottura. (foto)

945

MuMi - Museo Mineralogico ingressoInaugurato, dopo trent’anni di attesa, il museo mineralogico nisseno, Mumi, che la Provincia Regionale ha affidato in gestione al Liceo Scientifico tecnologico Its Mottura. Soddisfatto il Preside Salvatore Vizzini, che garantirà l’apertura quotidiana del museo grazie al lavoro di docenti, personale scolastico, studenti ed ex studenti, docenti in pensione e volontari. Diverse le iniziative già in programma, tra cui Musical Museo. Di certo, annuncia Vizzini, saranno organizzate al Mumi tutte le iniziative della scuola e non solo.

Erano presenti all’inaugurazione il senatore e giornalista Emanuele Macaluso, che è stato alunno dell’Istituto. Il pronipote di Mottura, Sebastiano, omonimo dello scienziato, promotore della cultura industriale a partire dalle miniere e direttore della “Regia scuola mineraria” nissena.

A decidere l’affidamento in gestione al Liceo tecnologico Mottura del Mumi, il commissario della Provincia Regionale Damiano Li Vecchi. Un lavoro iniziato dall’ex presidente della provincia, Pino Federico, anche lui presente sabato sera all’evento, ricordando che al suo insediamento, nel 2008, c’erano somme da pagare per oltre 1 milione e 800 mila euro e l’opera era da completare.

Macaluso ha partecipato quale ex alunno dell’istituto ma anche per testimoniare, culturalmente, che la Sicilia ha bisogno di queste strutture e di tlai iniziative in partnerariato tra istituzioni, Provincia e scuola Mottura, per gestire beni e infrastrutture da rendere fruibili alla comunità. Il turismo, ha detto Macaluso, è una delle vie alternative di sviluppo per la Sicilia dove i giovani finita la scuola scappano dalle città.

Presente al il deputato regionale Udc, Gianluca Miccichè e centinaia di cittadini, studenti, associaizoni, comitati di quartiere. Il Museo Mineralogico, del resto, rappresenta una sintesi della storia e dela cultura della città e del centro Sicilia. La presenza della Miniera, per Macaluso, ha rappresentato anche una rottura di quel sistema feudale dell’agricoltura, che vedeva la presenza di contadini-operai quasi come schiavi rispetto al feudatario. La nascita delle miniere e di una nuova classe operaia nella città ha interrotto e in parte modificato il corso di quella storia e dei rapporti sociali, rappresentando di per se un elemento di discontinuità se non di emancipazione. Ma al contempo grande è stato il tributo di sfruttamento, lavoro minorile e sangue, dato dai cittadini nisseni alla miniera. Basti ricordare i carusi o i minatori che dormivano per 10 giorni di seguito nei “Calcaroni” dentro la miniera che si raggiungeva a piedi dalla città. 15 chilometri per arrivare a Trabonella a piedi con le lampade ad acetilene a squarciare un velo di luce nella notte profonda. Ci sono volute le lotte operaie del 46,47 e 48 in Sicilia e a Caltanissetta per ottenere il trasporto con camion fino alla miniera.

Il Mumi si presenta bellissimo nella parte aperta, un’ala del nuovo edificio adiacente l’Itis Motura. Grandi teche di cristallo custodiscono minerali pregiati, rari e caratteristici di diverse epoche e tipologie. Vi è una parte riservata alla storia con murales raffiguranti la vita in miniera e la riproduzione su scala della miniera, con i suoi pozzi, la ferrovia, la gru, il minerale.

Commenta su Facebook