Napolitano anticipa le domande di Pm e avvocati al Borsellino quater. “Mia deposizione sarebbe ripetitiva”

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Nel processo in cui lo Stato ripristina la verità sulle modalità operative e la catena di comando della strage di via D’Amelio in cui morirono Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, processo lontano mille miglia dalla caccia alle streghe, che ha consentito di scarcerare innocenti e mettere sotto accusa presunti colpevoli, l’ex capo dello Stato ritene che la sua deposizione sarebbe ripetitiva.

Il senatore a vita, Giorgio Napolitano, ha inviato una lettera al presidente della Corte d’assise di Caltanissetta, nell’ambito del quarto processo per la strage di via d’Amelio, sostenendo che la sua “deposizione al processo Borsellino non sarebbe rilevante e sarebbe ripetitiva”. Napolitano fa presente di aver gia’ testimoniato nell’ambito del processo in Corte d’Assise di Palermo. “In quell’occasione – scrive – nel rispondere alle domande della pubblica accusa e delle altre parti del processo, ho avuto modo di illustrare ampiamente fatti e vicende politico-istituzionali di cui sono venuto a conoscenza nella mia qualita’ di Presidente della Camera nello stesso giro di anni e in relazione ad accadimenti storici largamente coincidenti”. “La ripetizione – prosegue l’ex Capo dello Stato – di quelle dichiarazioni o l’eventuale evocazione di altri ricordi personali, peraltro lontani nel tempo, attinenti a vicende connesse, non darebbero lumi su nulla di significativo”. La Corte d’assise di Caltanissetta, aveva citato Napolitano per il 14 dicembre. La Corte decidera’ domani sull’eventuale deposizione dell’ex presidente della Repubblica.

Napolitano anticipa dunque le domande di Pm, giudici e avvocati, ritenendo a priori che la sua testimonianza debba essere ripetitiva. La lettera dell’ex presidente della Repubblica ha fatto capolino oggi al processo Borsellino Quater, il giorno dopo le deposizioni dell’ex procuratore capo di Caltanissetta, Giovanni Tenebra, e quelle dell’allora Pm Anna Maria Palma.

A darne notizia il presidente della Corte d’assise, Antonio Balsamo che ha aggiornato a domani la calendarizzazione delle udienze proprio alla luce di tale novità. Napolitano, che dovrebbe essere sentito il 14 dicembre prossimo, quando venne ascoltato al processo trattativa, in trasferta a Roma, era presidente della Repubblica e anche alla luce della sentenza della consulta sull’utilizzabilità delle conversazioni con Mancino, ex ministro dell’Interno nel ’92,  in virtù della sua carica, poté evocare le prerogative presidenziali di riservatezza. A Caltanissetta, invece, il senatore a vita e presidente emerito sarebbe ascoltato come un qualunque testimone, senza prerogativa di riservatezza. Tra i quesiti ammessi dalla Corte, posti dall’avvocato di parte civile Fabio Repici di Salvatore Borsellino, che ha chiesto l’audizione dell’ex presidente, non vi sono le famose telefonate tra Napolitano e Mancino, sulle quali l’allora Presidente aveva evocato le proprie prerogative.

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