Mussomeli, la battaglia del sindaco contro la carenza di medici: “Oltre mille specialisti argentini disposti a venire da noi”

Se le strutture sanitarie del territorio accusano una grave carenza di medici specialisti con la conseguenza che i servizi sono rallentati o addirittura non vengono attivati, non rimane altro che reperire i medici all’estero. Quella che all’inizio sembrava una provocazione sta prendendo piede come reale opportunità per il territorio di Mussomeli dove il sindaco Giuseppe Catania nelle scorse settimane ha siglato un accordo con l’Università Nazionale di Rosario per una collaborazione e assistenza tecnica da parte dell’Ateneo nell’ambito del bando per specialisti indetto dalla comunità di Mussomeli. Un bando utile a sondare innanzitutto la reale disponibilità di medici specialisti che hanno risposto massicciamente con la finalità di essere poi inseriti nel personale dell’Asp di Caltanissetta.

“È assolutamente incredibile il successo dell’accordo di cooperazione internazionale stipulato tra il Comune di Mussomeli e l’UNR – Università Nazionale di Rosario (Argentina) e la sua facoltà di medicina con 42 specializzazioni mediche all’attivo. In appena una settimana dalla stipula e dalla notizia sono arrivate alle nostre e-mail oltre mille manifestazioni di interesse e curriculum da parte di medici specialisti argentini disposti a trasferirsi a Mussomeli per esercitare la professione presso la nostra struttura ospedaliera”, afferma il primo cittadino.

Diverse le specializzazioni presenti tra i curriculum pervenuti: chirurghi, pediatri, ortopedici, medici di medicina d’urgenza, pneumologi, ostetrici, cardiologi. Molti anche i medici con anni di esperienza alle spalle.

“Adesso stiamo verificando ogni singola manifestazione pervenuta per predisporre la successiva richiesta di equiparazione dei titoli ad opera del Ministero della Salute. Tuttavia c’è da rilevare che diverse di queste manifestazioni sono presentate da medici specialisti che hanno già il titolo equiparato dal ministero della salute italiano e dal ministero della salute spagnolo. Proseguiremo la nostra azione fino a quando le carenze del nostro ospedale non verranno definitivamente risolte. Di certo non ci rassegniamo al fatto che l’offerta sanitaria a beneficio dei nostri concittadini possa risentire e possa essere ridimensionata a causa di una politica scellerata che ha consentito il numero chiuso nelle università italiane e il numero limitato delle borse di specializzazioni”.

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