Muos. Usa non riconoscono autorità Regione. Respinta notifica revoca.

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No MuosLa base americana di Sigonella ha respinto la notifica del provvedimento dell’assessore regionale al Territorio, Mariella Lo Bello, che ha revocato le autorizzazioni concesse dal precedente governo per installare a Niscemi (Caltanissetta) il Muos, sistena di comunicazioni satellitari della Marina militare Usa. Lo si apprende da un comunicato del deputato regionale del Pd, Fabrizio Ferrandelli. “E’ incredibile quello che è successo oggi a Sigonella. La base militare non può non accettare la notifica di revoca delle autorizzazioni. Se pensano così di mettere in stand by la decisione dell’assemblea siciliana hanno sbagliato di grosso”, afferma Ferrandelli, che aggiunge: “E’ inaudito che un funzionario della Regione siciliana venga lasciato fuori dai cancelli e gli venga impedito di consegnare la lettera con la revoca delle autorizzazioni. Se la base militare americana pensa di potersi prendere gioco dei siciliani, forse, non ha capito con chi ha a che fare. Siamo ancora piùconvinti e determinati a far rispettare il volere dei siciliani e il nostro diritto alla salute”, conclude il deputato Pd.

Come ampiamente preannunciato nei nostri servizi, il Governo Monti ha dato “copertura Costituzionale” all’operazione Muos, dichiarando l’opera “di interesse strategico per la difesa nazionale e degli alleati”. Essendo tutto il procedimento amministrativo secretato dal Ministero della Difesa, dal Viminale e dal Governo in carica, c’è da presupporre che il Governo Monti abbia trasmesso atti ufficiali a supporto della dichiarazione di “interesse strategico”, che di fatto esautorano la Regione Siciliana e gli altri Enti Locali da qualsiasi competenza sulla procedura autorizzatoria.

Per tal via Monti e il suo Governo hanno preparato il terreno affinchè il dipartimento della Marina Militare si sia assunto autonomamente l’autorità di rigettare la legittimità della revoca firmata dal governo Regionale.

Come detto in precedenti articoli, se la marina militare Usa e il dipartimento di stanza a Sigonella intendono proseguire per questa strada, la Regione non avrà altra arma se non quella di sollevare il conflitto di attribuzioni prima dinnanzi al Governo e al Parlamento (Commissione Difesa e Interno) e poi davanti al Corte Costituzionale. Sarebbe infatti inutile promuovere ricorsi in via giudiziale ordinaria visto che la procedura amministrativa di autorizzaiozne al Muos (della Regione) e la realizzazione dell’opera (da parte dell’esercito americano) viaggiano su binari paralleli che ormai non hanno nulla in comune in termini di governance, regolazione e in ultima analisi di diritto.

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