Muore operaio della Raffineria di Gela. Schiacciato da tubo sganciatosi dalla gru

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Gru tubatureTragedia del lavoro a Gela dove un operaio, Francesco Romano, è morto durante il proprio turno di servizio al “Porto Isola” del Petrolchimico. L’incidente è avvenuto intorno alle 18 e dall’azienda nulla viene fatto trapelare. L’operaio, 30 anni, lavorava per la “Cosmi sud”, impresa dell’indotto che opera dentro la Raffineria. Si trovava sotto una gru che stava lavorando in un’area in cui vengono collocate le nuove tubature per il trasporto del greggio. E sarebbe stato proprio uno di questi grossi tubi a sganciarsi, inspiegabimente dalla gru che lo stava sollevando, finendo sul corpo del giovane operaio. Francesco Romano è rimasto schiacciato davanti gli occhi atterriti del colleghi e sarebbe morto pochi istanti dopo l’incidente. A nulla sono valsi i soccorsi. E’ il secondo incidente nella giornata di oggi nel sud Italia. Prima di Romano, morto a Gela, è rimasto disperso un operaio dell’Ilva di Taranto.

Il Presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, esprime il cordoglio personale e dell’intero governo per la morte sul lavoro del giovane operaio Francesco Romano, che ha perso la vita mentre svolgeva il suo lavoro presso il “porto isola” del Petrolchimico di Gela. “Gli incidenti sul lavoro sono una tragedia nazionale, una situazione drammatica su cui si è espresso più volte anche il Capo dello Stato. Molto spesso assistiamo a morti che potrebbero essere prevenute, utilizzando precauzioni maggiori”. Il Presidente Crocetta, chiede che venga fatta luce sul grave episodio, verificando che tutte le norme sulla sicurezza siano state rispettate. “In questo momento di grave sofferenza, – aggunge il governatore – mi unisco al dolore dei familiari, dei compagni di lavoro e dell’intera comunità di Gela, che assiste sbigottita a un nuovo episodio di morte sul lavoro”.

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