Monta il “caso preferenze” per Ruvolo. Miccichè (Udc): “nessun voto disgiunto organizzato, lo dicono i fatti”

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miccichè conferenzaElezioni, l’analisi nel dopo voto rischia di creare un caso nel centro sinistra, dove le liste a sostegno di Giovanni Ruvolo hanno totalizzato il 55,75%, ben nove punti percentuali in più del candidato sindaco che si è fermato al 46,6%.

Secondo insistenti voci in ogni angolo della città, si tratta di voto disgiunto, visto che i concorrenti, a partire da Michele Giarratana, hanno totalizzato molti più voti delle loro liste, il 15% il candidato sindaco e il 9% circa, le liste di Caltanissetta Protagonista. Così come anche Gioacchino Lo Verme con il suo 14% ha superato di gran lunga il risultato delle sue liste. Alla luce di tali dati sembrerebbe esserci stato tanto voto disgiunto e si cerca adesso di capire da dove provenga.

Come detto, in diversi conciliaboli più o meno politici, il dito viene puntato su alcuni candidati UDC, più o meno eletti, che non avrebbero fatto votare Ruvolo. Va però detto che ci sono oltre tremila voti di elettori che hanno dato la preferenza solo ai sindaci e non alle liste.

Il deputato UDC all’Ars, Gianluca Miccichè smentisce categoricamente un voto disgiunto organizzato. “Non c’è nessun dato politico” ma solo un sistema elettorale nuovo che imponeva la preferenza esplicita al sindaco che non otteneva automaticamente la preferenza data alla lista collegata, come avveniva prima. E questo molti cittadini non lo sapevano.

“C’è stata poca comunicazione ai cittadini del sistema elettorale”, spiega il deputato all’Ars, Gianluca Miccichè, vicepresidente della commissione antimafia e uno dei coordinatori della lista piazzatasi al primo posto in consiglio con 7 mila voti.

“Tanti nostri elettori hanno votato le liste non il candidato perchè si era convinti del vecchio sistema elettorale in cui bastava indicare la lista per dare il voto al sindaco che questa volta andava specificatamente segnato. Quindi c’è stata una fisiologica perdita di voti in tal senso”.

“In più – prosegue Miccichè – abbiamo avuto una lievissima flessione di poche centinaia di voti, che noi abbiamo intercettato nelle nostre sezioni, di voti espressi alle nostre liste e dati ad altri candidati sindaco, ma parliamo veramente di poche centinaia di voti. Se noi pensiamo che su 7 mila voti di lista, duecentocinquanta voti vanno ad altri candidati sindaco, allora non c’è nessun dato politico, non c’è alcuna riflessione preoccupante da fare in tal senso, non c’è (come qualche detrattore politico che sposa cause, diverse vuol fare credere) voto disgiunto organizzato, ma un voto congiunto fortemente organizzato che ci ha portato a questo grande risultato. Io, ma anche gli altri come me, la leggiamo in questa maniera e lo dicono i numeri ed i fatti. Il resto lo lasciamo al chiacchiericcio della politica che vuole infettare una campagna elettorale condotta con toni moderati rispecchiando il modo di essere dei nisseni”.

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