Misurazione fibrosi epatica, al “Maddalena Raimondi” di San Cataldo arriva il Fibroscan

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Presentato al reparto di Gastroenterologia dell’ospedale “Madddalena Raimondi” un nuovo strumento diagnostico a supporto dell’ambulatorio di Epatologia, il Fibroscan. Si tratta di una metodica non invasiva che consente di determinare il grado di fibrosi epatica senza dover ricorrere alla biopsia epatica, esame più invasivo e non privo di rischi. Il Fibroscan, del costo di 23 mila euro, è stato donato all’ASP dalla Banca BCC Toniolo di San Cataldo e consentirà finalmente ai pazienti che necessitano di questo esame di eseguirlo a San Cataldo, anziché affrontare un lungo viaggio verso sedi più lontane come Palermo o Catania. “Lo strumento – spiega il direttore dell’Unità Operativa Complessa di Gastroenterologia, Salvatore Camilleri – serve a tutta la popolazione e va a determinare il grado di fibrosi epatica. E’ un elastometro, un esame che dura non più di un minuto, in mani esperte, e che ci darà la possibilità di evitare alcune biopsie epatiche inutili e di tenere sotto controllo i pazienti epatopatici. Possono sottoporsi sia i pazienti epatici ma anche coloro che hanno sindromi metaboliche. Il servizio è già attivo, abbiamo già effettuato un gran numero di esami e volevamo però renderlo noto a tutta la popolazione. Per chi volesse deve fare una richiesta tramite medico curante di visita epatologica e programmarla con il Cup”. Presente questa mattina anche il presidente della Banca Toniolo, Salvatore Saporito. “L’iniziativa – spiega Saporito – nasce da una finalità sociale che da sempre persegue la nostra Banca. Il primario  di questo ospedale mi ha chiesto questo strumento ritenendolo indispesabile e noi come sempre ci siamo resi disponibili facendo la donazione. Spero che dall’utilizzo di questo strumento traggano benefici tutti i cittadini di San Cataldo e dell’intera provincia”. Soddisfazione è stata espressa dal commissario straordinario dell’Asp Alessandro Caltagirone. “Ho avuto il piacere di incontrare il presidente della Banca Toniolo –  ha detto il manager – e lo ringrazio per la donazione di questa apparecchiatura, importante ai fini della diagnostica non invasiva di malattie epatiche. Spero che l’apparecchiatura, così come le altre, venga utilizzata a pieno regime. Come azienda abbiamo un piano di investimenti abbastanza corposo che è di circa 5 milioni che stiamo portando avanti a completamento della nostra dotazione strumentale. Ci saranno delle novità e, con l’avanzamento delle procedure, acquisiremo tutte le tecnologie previste nel bilancio di previsione”.

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