Minorenni tra sporcizia e scarafaggi. Ispezione dei Nas in una casa famiglia

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casa famiglia Santa Caterina Erano arrivati da Lampedusa a bordo dei barconi della morte il 3 ottobre scorso, i minorenni superstiti del naufragio in cui sono morte oltre 300 persone, ma in Italia, in provincia di Caltanissetta, invece di trovare accoglienza e comprensione avrebbero trovato solo degrado.

E’ quanto emergerebbe dall’ispezione dei Nas dei Carabinieri presso una struttura d’accoglienza per minori richiedenti asilo di Santa Catarina. Nell’ambito di un controllo di routine effettuato dagli organismi preposti nelle varie strutture d’accoglienza per minori della provincia nissena. Gli uomini di Nas e ispettorato al lavoro, insieme alla Procura per i minori,  si sono trovati davanti a una sorta di lazzaretto dove vivevano diversi minorenni e alcuni ragazzi giovanissimi intorno ai vent’anni, provenienti dal Nord Africa.

Cucine e bagni sporchi all’inverosimile, inagibili per una persona civile, materassi senza federe e locali infestati dalle blatte, intere colonie di scarafaggi in prossimità dei letti: sono solo alcune delle circostanze che avrebbero riscontrato i militari, durante un controllo che ha svelato la “casa dell’orrore”.

La struttura in questione è l’Educandato ex orfanotrofio di via Roma. In paese, a Santa Caterina, non è sfuggito il movimento di Carabinieri e Procura all’interno della struttura e la notizia si è diffusa a macchia d’olio, dopo che i residenti hanno visto andare via i ragazzi. Cucine maleodoranti e sporche, pavimento letteralmente incollato dalla sporcizia, pentole e utensili incrostati, usati per cucinare ai bambini. Frigoriferi chiusi da lucchetti. Le contestazioni sarebbero numerose nell’ambito di un’istruttoria ancora in corso.

Una casa da film horror, se venissero confermate le circostanze raccontate, tenuto conto che vi abitavano minori. Ancor più grave se si pensa che erano sopravvissuti a una immane tragedia come quella del 3 ottobre nei pressi delle coste di Lampedusa. E a distanza di due mesi, del lutto nazionale e della solidarietà è rimasto solo il degrado che solo l’intervento repressivo e i controlli dell’Autorità hanno fermato.

Sono numerosi gli operatori inseriti nell’organigramma della struttura, come è possibile facilmente verificare nel sito web, almeno sette persone.

Da notizie apprese in via informale da Radio CL1 Notizie, gli operatori avrebbero spiegato l’accaduto giustificandolo come mero problema incidentale, dovuto alla mancanza di termosifoni a causa dell’impresa chiamata ad aggiustare la caldaia e alcuni interventi di pulizia che sarebbero stati ritardati per cause non meglio precisate, presumibilmente per motivi economici da ricondurre a somme non corrisposte all’associazione.

Ma il degrado riscontrato, se verrà confermato dall’istruttoria degli organi competenti, non si spiegherebbe con pochi giorni di mancata pulizia.

La funzione delle case famiglia, siano esse per migranti o italiani, è sostanzialmente quella di ricreare un ambiente di relazioni affettive, di educazione ed esperienza relazionale per il bambino privo degli affetti della famiglia naturale. Oltre a dover garantire il decoro, quindi, i soggetti che gestiscono tali servizi devono predisporre percorsi di crescita, integrazione, assistenza. Va da sé che i ragazzi provenienti dal Nord Africa, privi di tutto vanno indirizzati, educati e assistiti, altrimenti è facile che, loro malgrado, si adeguino al degrado.

Le case d’accoglienza per minori ricevono fondi dalla Regione Siciliana e dai comuni per ospitare i bambini che vengono ospitati in base alle segnalazioni della Procura per i minori oppure dei servizi sociali del Comune.

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