Miniere e tumori. La magistratura sequestra “Bosco” e “Palo”: “stoccati rifiuti tossici”

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I Carabinieri del nucleo operativo ecologico, NOE di palermo e della Compagnia di Caltanissetta hanno dato esecuzione all’ordinanza di sequestro preventivo emessa dal GIP di caltanissetta, su richiesta della Procura dello stesso capoluogo e riguardante i tre siti minerari dismessi denominati “bosco”, “palo 1” e “palo 2”.

Nei siti sono presenti, tra gli altri rifiuti, migliaia di tonnellate di lastre di copertura in cemento – amianto. Tre sono gli indagati per i reati di discarica abusiva e disastro ambientale colposo.

Miniere profonde, inaccessibili, scavate per chilometri sotto terra, al centro della Sicilia, tra San Cataldo e Serradifalco. Cave poi tombate, allagate, dove non è più possibile accedere. Cave che nel frattempo, però, negli anni ottanta e novanta, potrebbero essere state utilizzate per smaltire ogni genere di rifiuto e anche scorie radioattive provenienti dai rifiuti speciali ospedalieri.

E’ più di un sospetto, quello che aleggia nelle Miniere di Bosco e Palo in provincia di Caltanissetta, al limitare del territorio del Vallone, area ben controllata dall’omonimo mandamento mafioso, che si è tramutato oggi nel sequestro, da parte della magistratura nissena di ben tre siti minerari, adibiti allo smaltimento dei rifiuti speciali e tossici.

Tossici, come l’amianto, ma anche scorie radioattive, sequestrati a San Cataldo dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe) di Palermo e della compagnia di Caltanissetta, che hanno eseguito l’ordinanza emessa dal Gip.

Anche Striscia la Notizia “indaga” – Nei giorni scorsi sui social network si era diffusa la notizia che l’inviato di Striscia la Notizia, Vittorio Brumotti, si fosse recato sul luogo proprio per denunciare la situazione delle miniere tossiche. La foto di Brumotti con alcuni ragazzi del posto è subito rimbalzata su molti profili.

Il sequestro odierno, segue un’intensa attività di informazione e denuncia delle comunità residenti, sostenuta dal tavolo unico di regia per la legalità e lo sviluppo. Nel 1990 un coraggioso vigile urbano di Serradifalco, denunciò un traffico sospetto nei pressi delle miniere, dove nottetempo si recavano mezzi pesanti, fermando un camion. Poi vennero rinvenuti documenti, in un casolare di campagna, a pochi metri dalla miniera Bosco, tra i quali un libro mastro. Rifiuti ospedalieri, ma anche stoccaggio da altre miniere e discariche. E così, nonstante no vi siano industrie inquinanti, i dati di tumori e malattie neuro degenerative sono molto al di sopra della media nel triangolo Caltanissetta- San Cataldo, Serradfialco.

foto copertina da “il fatto nisseno”

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