Minacce al procuratore Bertone, i sindacati: la lotta alla mafia è una lotta collettiva

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I segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil, esprimono solidarietà al procuratore Bertone destinatario di una busta contenente una lettere e un proiettile

Non è più tempo e non lo è da un po’ di limitare la nostra solidarietà umana e civile al Procuratore capo della Repubblica di Caltanissetta dottore Amedeo Bertone che ieri è stato destinatario di una evidente minaccia, nel merito una busta contenente un proiettile. Le segreteria provinciali confederali Cgil, Cisl e Uil, Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Enzo Mudaro, non hanno dubbi sulla delicatezza del momento che la provincia di Caltanissetta, come tanti territori del meridione d’Italia, sta attraversando, tempi bui sul piano etico. Lo abbiamo detto, ma oggi è il caso di ribadirlo, la lotta all’illegalità diffusa ed alla mafia non può essere delegata alle forze dell’ordine, agli organi inquirenti ed ai magistrati, deve trovare spazio nella mente e nelle azioni delle nuove generazioni, del mondo del lavoro e delle aree, vaste e articolate, delle libere professioni e degli imprenditori. Per raggiungere un clima sociale di serenità tutti siamo chiamati a dire e sostenere che il Procuratore Bertone dovrà andare avanti con la massima serenità, su questo noi non abbiamo nessun dubbio, partendo dalla triste certezza che nella nostra provincia sono ancora   presenti le organizzazioni criminali che di certo non hanno voglia di distrarsi nella gestione del potere, anche per questo le Istituzioni politiche devono essere una solida guida delle comunità, evitando conflitti inutili e dannosi per l’economia e la democrazia di ogni realtà.  

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