Minacce al Procuratore aggiunto Gozzo, nel giorno delle verità scottanti

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GozzoSarebbe arrivato questa mattina alla caserma della Guardia di Finanza di via Crispi a Palermo, un video che ritrarrebbe un uomo armato nei pressi dell’abitazione palermitana del Procuratore Aggiunto della DDA di Caltanissetta, Domenico Gozzo, che in questo momento si sta occupando del processo Borsellino Quater sulla strage di via D’Amelio.

Stamattina la piazza davanti alla sua abitazione è stata chiusa al traffico, con dispiego di uomini in massima allerta.

Nel video, come scrive Palermo report, si vedrebbe un uomo armato, indicato come colui che dovrebbe uccidere il magistrato.
L’ennesima minaccia, sulla quale però il pm al momento preferisce non dire nulla se non “Ho la massima fiducia nelle forze di sicurezza”.

Negli ultimi mesi però, sono stati registrati movimenti strani nei pressi dell’abitazione palermitana del procuratore. Telefonate anonime e addirittura in alcuni casi, ignoti, approfittando dell’assenza del giudice si sarebbero introdotti nell’albergo vicino, chiedendo se la casa del pm fosse libera e dunque in affitto e se fosse possibile visitarla.

Soltanto il 21 ottobre scorso, il Procuratore capo di Caltanissetta, Sergio Lari, si era lasciato sfuggire la circostanza di magistrati nisseni di Palermo che hanno ricevuto minacce circostanziate e che tale notizia si evince anche da “fonti confidenziali” disse Lari, salvo poi giustificare tale rivelazione alludendo a notizie di stampa già diffuse.

Sergio Lari e Nico GozzoLa notizia odierna arriva a poche ore da un’altra notizia, di carattere processuale, emersa nell’udienza del 19 novembre, all’aula bunker di Caltanissetta, durante il processo “Borsellino quater” in cui Gozzo è il PM insieme al procuratore capo.

“Vincenzo Scarantino, prima della ritrattazione di Como, diceva che la dottoressa Annamaria Palma aveva architettato tutto”. E’ un’accusa dirompente quella emersa in aula al processo Borsellino quater, in corso a Caltanissetta, ed a dichiararla è stato l’ispettore di polizia Luigi Catuogno, addetto nel ’98 alla tutela del falso pentito. Rispondendo alle domande degli avvocati Fabio Repici, Vania Giamporcaro e Flavio Sinatra, il teste ha ricordato che più volte Scarantino aveva affermato “che con la strage Borsellino non c’entrava nulla”. E’ la prima volta che in merito al depistaggio si ipotizza, seppur in via indiretta e riferita alla credibilità di Scarantino, il coinvolgimento di un magistrato. Anna Maria Palma, pm a Palermo, negli anni novanta venne trasferita a Caltanissetta dove sostenne l’accusa al processo in primo grado su via d’Amelio. E’ anche il magistrato che in aula ha indicato Berlusconi e Dell’Utri come le “persone importanti” di cui aveva parlato il pentito Salvatore Cancemi.

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