“Migranti solidali”. Associazione di rifugiati e carcerati del minorile, insieme per un progetto comune

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IMG_4397Non ha ancora un nome preciso, ma il progetto è ben definito e chiaro ugualmente, come le intenzioni che lo animano. Un gruppo di migranti, prevalentemente da Afghanistan, Kashmir e Somalia, alcuni dei quali integrati da alcuni anni in città, dove lavorano, svolgerà attività insieme ai minori ristretti del Ipm, il carcere minorile di Caltanissetta.

Il primo “contatto” tra migranti e ristretti c’è stato venerdì pomeriggio per l’avvio del progetto.

Uno scambio culturale e di esperienze “tra orrori ed errori”, spiegano il vice Prefetto aggiunto, Gabriele Barbaro che si occupa di rifugiati e richiedenti asilo, e la direttrice del carcere, Nuccia Miccichè, riferendosi agli errori che compiono i minori per finire ristretti (che magari recuperano con la funzione rieducativa della pena) e gli orrori che hanno vissuto i rifugiati e gli esuli politici fuggiti dai propri paesi perchè perseguitati o privati della libertà. Entrambi hanno avuto problemi con la polizia, con le autorità, ma i primi perchè hanno subito privazioni e abusi, i secondi perchè hanno compiuto reati. L’incontro, quindi, non può che essere proficuo.

L’obiettivo è la partecipazione a spettacoli teatrali, iniziative sportive e culturali, auto-formazione e condivisione delle esperienze. Ad incontrarsi IMG_4394sono due realtà molto attive. L’Ipm ha avviato negli ultimi anni diversi progetti, musica, hip hop, teatro etc..

La Prefettura, con la gestione del settore immigrazione del dott. Barbaro, sta promuovendo percorsi di integrazione.

Toseef Ahmed Khan, rifugiato politico del Kashmir, è un mediatore culturale che collabora anche con gli uffici del governo. Da sei anni vive in città, dove lavora da quattro come mediatore linguistico e culturale. Faceva parte del partito politico degli studenti, che lotta per l’indipendenza del Kashmir da India e Pakistan ed ha avuto persecuzioni serie da parte di servizi segreti e polizia militare, per questo è un rifugiato politico. E’ stato lui a chiedere in Prefettura notizie circa lo status dei carcerati e da lì è arrivato l’incontro di ieri con i minori ristretti del Ipm, con cui nasceranno collaborazioni.

“Noi – spiega Toseef – abbiamo fondato da poco un’associazione, ‘Migranti solidali’, quest’associazione ha diversi obiettivi e tra questi c’è la volontà di lavorare per qualsiasi persona, indipendentemente da colore e razza, che vive una vulnerabilità sociale. Anche noi vogliamo lavorare su questo campo, vogliamo fare capire ai ragazzi che le difficoltà che loro hanno qui, i ragazzi migranti le hanno affrontate anche nel loro paese. E’ importante anche conoscere la differenza tra stare in un carcere in Italia e un paese del terzo mondo. Ma poi vogliamo creare un rapporto di integrazione internazionale, tra immigrati e italiani che vivono in condizioni difficili e molto dure”.

IMG_4397Ahmed e Toseef - Migranti solidaliJamil Jabarkheil, rifugiato dell’Afghanistan, invece, è riuscito dopo circa cinque anni a Caltanissetta a realizzare il suo obiettivo di aprire un negozio “Kebab” in centro storico. Lui dà lavoro agli altri.

Spiega che all’inizio non è stato facile aprire un’attività commerciale per via di tutte le autorizzazioni e per la condizione di rifugiato. Ma anche per le certificazioni, ad esempio quella “Rec”, che deve possedere chi prepara e somministra pasti. Ma infine, grazie all’aiuto di alcune istituzioni, ha fatto tutti gli adempimenti e il “Khebab” è aperto e funziona pure bene. “Non vengono solo arabi o immigrati, sono tanti gli italiani che vengono a comprare il khebab”. Ahmed Isack Husseini, rifugiato somalo che parteciperà al progetto, non era invece presente venerdì pomeriggio al Ipm dove si è tenuto il primo incontro con i ragazzi ristretti.

L’associazione di Toseef, Amhed e Iasck ha già tenuto incontri con le scuole, il liceo scientifico, il classico, l’istituto comprensivo di Serradifalco e il 16 maggio prossimo parteciperà allo spettacolo teatrale con avvocati e magistrati, “Le mille e una notte del diritto”, al teatro Bauffemont. Una rappresentazione in arabo, in cui i migranti per la prima volta collaboreranno come attori. L’iniziativa ha il patrocinio dell’Anm, Scuola forense, Prefettura, cooperativa “io per voi per io”, Ministero dell’interno e nasce dal progetto “Ri.vi.ta.”.

Mentre il 19 giugno al Margherita si realizzerà il primo spettacolo che vedrà inzieme ristretti minori, migranti e studenti delle superiori, “Salendo al sud”, sulla scia delle altre rappresentaizoni già realizzate dal Ipm con il Ruggeto Settimo e la regista Stefania Zigarella, che si arricchiranno anche del contributo dei rifugiati.

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