Migranti-reati, la connessione non c’è. Conferenza del Questore Megale: “su terrorismo nessuno esente da minaccia”

640
12459056_10206524522245782_1314409734_o
un momento della conferenza

Conferenza stampa di fine anno per il questore di Caltanissetta, Bruno Megale, che ha incontrato i giornalisti insieme al capo di gabinetto, il vicequestore Alessandro Milazzo e al responsabile dell’ufficio stampa, l’ispettore Salvatore Falzone. Un’analisi della situazione attuale in termini di prevenzione e repressione dei reati, oltre che un bilancio della stessa, dal 1 gennaio al 30 novembre 2015. Con un calo tendenziale dei reati, a partire da quelli predatori ed un aumento delle misure di prevenzione personali del questore, atte a intervenire in situazioni a rischio devianza criminale.

Un capitolo a parte è stato dedicato al fenomeno migratorio che interessa la città di Caltanissetta e la sua provincia, territori di frontiera al pari di quelli costieri dove avvengono gli sbarchi.

Sono oltre 6.500 i foto-segnalamenti effettuati in un anno, di cui tremila stranieri che chiedono protezione, poi de-localizzati in altre strutture del territorio. Un numero enorme perché a questi vanno aggiunti circa duemila stanziali nel territorio che trovano ospitalità in strutture della provincia come il CARA di Pian del Lago, i centri di accoglienza secondaria e gli Sprar. 1.300 invece gli extracomunitari trattenuti al centro di identificazione ed espulsione, poiché non aventi diritto, che sono stati rimpatriati con accompagnamento coatto.

“Oggi – ha detto il Questore Megale – nessuno può dire di essere esente da minaccia terroristica perché si tratta di fenomeni che colpiscono nel mucchio e quindi nessuno può dirsi esente. L’attività in questo caso è il controllo dei punti di ritrovo, ma anche l’aumento della percezione di sicurezza dei cittadini, con controlli in occasione di manifestazioni religiose e pubbliche, alla luce dei nuovi scenari. L’intervento prevalente è stato preventivo, di concerto con le altre forze dell’ordine, per aumentare la percezione di sicurezza con controlli del territorio, di persone e luoghi”.

Ma il Questore ha avvertito che non basta l’intervento di prevenzione e repressione. Serve un’azione corale delle istituzioni per fermare le situazioni di maggior degrado, a partire dal centro storico, e in tal senso ha accennato all’operazione congiunta in questi giorni in corso con la Polizia Municipale per verificare le abitazioni in cui finiscono con il vivere anche 15 migranti, dei 2 0 3 che in partenza avevano attestato la residenza nell’immobile. Si tratta di situazioni che favoriscono la microcriminalità, ma che non sono sufficienti ad affermare che vi sia un aumento di reati connessi all’immigrazione, “non ci sono segnali in tal senso”. Il problema, semmai, è più culturale, di differenza tra usi e costumi di popoli la cui presenza aumenta in città, ha spiegato Megale che non nega un aumento di alcuni reati come il piccolo spaccio (“ma ci sono anche gli italiani”) riferibili però agli stranieri che più stabilmente vivono in città e non certo ai richiedenti asilo o protezione che sono di passaggio e puntano ad arrivare in città italiane ed europee dove sono radicate le comunità di riferimento.

“Ci occupiamo di fenomeni che dieci anni fa non avevamo queste dimensioni, quindi l’impegno della polizia non è solo repressione e prevenzione del crimine ma anche impegno umanitario e di contenimento del fenomeno migratorio”.

Altro aspetto importante, come detto, è quello delle misure di prevenzione personali e patrimoniali, come l’avviso orale, le segnalazioni per possesso di stupefacenti, i decreti di ammonimento. “Misure preventive in capo al questore – ha detto Megale – che anticipano fenomeni e devianza criminale. E in tal senso si è intervenuto molto sulla dispersione scolastica”.
Per altri aspetti specificatamente criminali “c’è stato aumento di interventi per spaccio di sostanze stupefacenti, incremento soddisfacente grazie ad attività di contrasto che hanno fatto diminuire furti e scippi”. Parlando di presenza mafiosa sul territorio il Questore Bruno Megale ha sottolineato come facciano riflettere i dati anagrafici degli ultimi affiliati arrestati a Gela. Soggetti giovanissimi dai 18 ai 25 anni, ai quali vengono contestati reati gravissimi.

I dati dell’attività dal 1° gennaio al 30 novembre 2015

E quindi i dati dell’attività della polizia di Stato sul territorio nisseno nel 2015. L’ufficio misure di prevenzione personali, ha inoltrato alla competente Autorità giudiziaria 17 proposte di sorveglianza speciale della pubblica sicurezza, 22 provvedimenti di avviso orale del Questore, 27 provvedimenti di rimpatrio con foglio di via obbligatorio, 24 provvedimenti a tutela della sicurezza pubblica nei confronti di assuntori di stupefacenti, 3 DASPO e 14 decreti di ammonimento del Questore per stalking. Per le misure di prevenzione patrimoniali, l’apposito ufficio ha eseguito 10 accertamenti patrimoniali, 1 confisca di primo grado, 1 proposta di sequestro di beni. Il Gabinetto provinciale della polizia scientifica ha effettuato 6.500 fotosegnalamenti, 120 sopralluoghi e 132 riproduzioni (documentazione a seguito di attività di indagine con rilevamento delle impronte digitali, identificando 16 autori di furti in appartamento ed esercizi commerciali e rapina. L’Ufficio Minori ha provveduto a monitorare 163 casi di dispersione scolastica, effettuando le consequenziali segnalazioni e ha curato 58 casi di allontanamento di minori. Poi sono 73 gli arresi in flagranza di reato, 101 in esecuzione di ordinanza e ben 1676 le denunce. 88 di queste per frodi informatiche, con un arresto, 288 per stupefacenti, 157 per furto con 18 arresti e oltre 60 chili di sostanze sequestrate. In calo il trend dei reati di allarme sociale. Meno omicidi, 2 nel 2015, meno violenze sessuali, tanti furti, 1472, 78 in meno comunque dello scorso anno. Con il segno più, invece, i furti con destrezza, ma diminuiscono le rpaine in abitazione, in banca e nella pubblica via. Il totale dei delitti compiuti si attesta su 3349, 374 in meno del 2014.

Commenta su Facebook