Migranti non accompagnati, a “Casa Nostra” per una vita lontana da orrori e violenze

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Apre a Caltanissetta “Casa Nostra” un Centro di Accoglienza per minori non accompagnati di II° Livello che si pone in continuità con il Centro di Primissima Accoglienza di Montedoro, gestiti entrambi dalla Cooperativa Sociale Etnos.

Il progetto, che prevede l’inserimento dei minori stranieri in una struttura comunitaria, mira ad integrare i giovani stranieri nel tessuto sociale nisseno mediante l’inserimento lavorativo e/o scolastico per consentire loro di ridisegnare la propria vita lontano dagli orrori e della violenza delle proprie terre natie.

I ragazzi, provenienti dalle zone più problematica del Mediterraneo, saranno supportati nel loro percorso di crescita da personale qualificato e specificatamente formato e cioè : una psicologa responsabile coadiuvata dall’assistente sociale,educatori, 2 mediatori linguistici che si porranno come anello di congiunzione tra la cultura di provenienza e quella locale, un orientatore che si occuperà dei rapporti esterni con scuola e mondo del lavoro,  un ausiliare da adibire alle pulizie dell’alloggio ed al servizio personale degli ospiti in rapporto alle loro esigenze. La struttura è, ad oggi, l’unica della provincia di Caltanissetta iscritta all’Albo Regionale l. 22/86 Regione Siciliana specificatamente per Minori stranieri non accompagnati e l’unica della provincia nissena.

Lo sport, l’ istruzione e le attività sociali saranno le chiavi educative mediante le quali i minori inizieranno il loro percorso di integrazione, imparando a vivere in un contesto sociale e culturale diverso da quello di provenienza nel rispetto e nella reciproca conoscenza.

“A “Casa Nostra”, così come a “Un mondo a Colori” – spiega in una nota la cooperativa Etnos – le storie sentite in televisione o sui media nazionali, spesso strumentalizzate e distorte dalla cattiva informazione, assumono un volto e un nome e inducono a riflettere sulla realtà che un giovane uomo è sempre tale in tutto il Mondo e ha il medesimo diritto di realizzare le proprie potenzialità e i propri sogni. Questi ragazzi hanno abbandonato la propria Terra Natia, le proprie famiglie e hanno scelto la Libertà e la Pace, portando un fardello emotivo e di vita vissuta molto pesante. La nostra città, da anni approdo di numerosi migranti, saprà fare da nuova Casa a questi ragazzi che meritano una seconda opportunità”.

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