Migranti nelle Ipab. Il “caso” di San Cataldo fa scuola in Sicilia. La proposta dell’assessore Bruno

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Quello di San Cataldo, dunque, potrebbe essere il progetto apripista di una più ampia sperimentazione in Sicilia che vedrà le Ipab, istituti di beneficenza e assistenza un tempo finanziati dalla Regione Siciliana che oggi non eroga neanche più il 20% dei fondi.

A San Cataldo da circa due mesi, infatti, l’Ipab “Canonico Pagano” ospita una sessantina di migranti richiedenti asilo e rifugiati soprattutto di Afghanistan, Pakistan e Kashmir. Un progetto fortemente voluto dal Prefetto Carmine Valente che per tal via è riuscito a smobilitare la tendopoli di Pian del Lago 2, riavviando a lavoro gli operatori dell’Ipab, rimasti fermi dal lontano 2009.

Adesso, l’assessore regionale alle Politiche sociali, Giuseppe Bruno, ha chiesto ai 65 Istituti pubblici di assistenza e beneficienza (Ipab) di mettere a disposizione le proprie strutture per accogliere i migranti che sbarcano in Sicilia. “E’ necessario dinanzi ai numerosi sbarchi di questi giorni l’immediata costituzione di un coordinamento tra la Regione, le prefetture, l’Anci, la Protezione civile e le organizzazioni di volontariato – dice l’assessore Bruno – La prossima settimana chiederò al ministro degli Interni di condividere questo percorso affinché ciascuno secondo le proprie competenze e responsabilità possa dare una risposta efficace e solidale”.

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