Migranti, garante: “Criticità nei Cpr ancora irrisolte”

“La vita nei Cpr continua con il suo carico irrisolto di contraddizioni e criticita’, di varia natura che pesa irrimediabilmente sui diritti delle persone coinvolte”. Sono le conclusioni del Garante nazionale delle persone private della liberta’ personale, Mauro Palma, che nel rapporto pubblicato al termine delle visite nei Centri di permanenza per i rimpatri (Cpr), raccomanda “una decisa opera di miglioramento strutturale”, che siano garantite “scrupolosamente” verifiche periodiche delle Asl sui servizi e sulle condizioni igienico sanitarie, che venga aumentata “la permeabilita’ e l’osmosi” rispetto ai territori e sia effettivamente garantita la possibilita’ di ricevere ed effettuare telefonate.
Sono stati monitorati i centri di Torino, Roma-Ponte Galeria, Palazzo San Gervasio, Bari, Brindisi-Restinco, CALTANISSETTA-Pian del Lago, Trapani-Milo, Gradisca d’Isonzo, Macomer e Milano, in un arco di tempo ampio, dall’aprile 2019 e il febbraio 2021, nel quale si sono verificate “manifestazioni di protesta, ribellioni e danneggiamenti alle strutture”, fino “all’irrompere dell’emergenza sanitaria che ha ulteriormente modificato il contesto”.
In via preliminare, Palma sottolinea l’evidente “scarsa efficacia” del sistema, visto che, in linea con le precedenti annualita’, anche nel 2019 ha visto realizzarsi l’effettivo rimpatrio di meno del 50 % delle persone trattenute.
“L’ampliamento della rete dei Centri”, ha fatto “segnare un’intensificazione nell’utilizzo del trattenimento amministrativo senza alcun superamento dei problemi che riguardavano le vecchie strutture, oggi replicati in quelle di recente apertura”.
Il Garante ha accolto con favore il ridimensionamento, da 180 a 90 giorni, del periodo di trattenimento, permangono tuttavia – osserva – carenze nel quadro regolatorio. A piu’ di 20 anni dall’introduzione, i centri restano “luoghi non pensati” e un “intervento legislativo sui modi del ‘trattenere’ e’ urgente e necessario”. Restano poi problemi nelle strutture, “dall’architettura rudimentale”, carenza di spazi di socialita’ o luoghi di culto, “che peraltro attenuerebbe le tensioni”: “sotto il profilo delle condizioni materiali dei Cpr, il cambio di passo e’ un imperativo”. Al rapporto il garante allega anche la risposta del Dipartimento per le liberta’ civili e l’immigrazione, che assicura disponibilita’ economica e organizzativa per migliorare gli aspetti strutturali segnalati. (ANSA).

Commenta su Facebook