"Micro-regione" nel centro Sicilia. Italia Nostra chiarisce: "nasce contro marginalizzazione aree interne"

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Con riferimento ad un recente forum politico-giornalistico, che ha avuto luogo martedì 13 gennaio 2015, e ha visto protagonisti il sindaco di Caltanissetta Giovanni Ruvolo e il sindaco di Enna Paolo Garofalo, riteniamo opportuna una nota di chiarimento.  La Microregione, o Sistema Sicilia Centrale, nasce dall’idea-progetto di aggregazione virtuosa di territori omogenei. Nasce come sbarramento alla progressiva ma inesorabile marginalizzazione di territori non appartenenti alle cosiddette “aree metropolitane” dell’Isola. Il Sistema Sicilia Centrale è l’obiettivo che si pone un gruppo di tecnici e studiosi  che, nei mesi scorsi, ha discusso di diverse e complesse problematiche di carattere politico-istituzionale ed economico-produttivo, in un’ottica di area vasta: Renato D’Amico – docente dell’Università di Catania, Nino Arrigo – presidente del Museo del Presente, Leandro Janni – presidente di Italia Nostra Sicilia, Annalisa Bonomo – presidente della Pro Loco Nicosia, Connie Falduzzi – esperta di programmi europei, Giuseppe Sigismondo Martorana – esperto del CeDoc dell’Università di Catania (https://www.facebook.com/groups/380641028766042/?fref=ts). L’intento del gruppo è fornire possibili soluzioni ai problemi, alle criticità di territori come l’Ennese e il Nisseno e delle aree vicine, rispondendo alle gravi carenze di infrastrutture e servizi e agli atavici ritardi nello sviluppo economico e produttivo. Dunque, attraverso due significativi convegni, uno  a Nicosia e l’altro a Caltanissetta, che hanno visto la viva partecipazione del presidente dell’Università Kore Cataldo Salerno e dei sindaci Garofalo e Ruvolo, si giunge alla definizione del progetto della Microregione per Enna e Caltanissetta. Inoltre, il gruppo sta elaborando  modelli di governance dello sviluppo fondati sulle modalità della “partecipazione attiva” delle comunità locali. Obiettivo immediato è l’elaborazione di un “Piano di sviluppo di area vasta” che andrà immediatamente attivato, testato e implementato, a partire da specifici “progetti bandiera”. E’ importante, fondamentale, infatti, che le comunità prendano coscienza, si rendano conto che con l’accordo di area vasta “fare, fare bene, fare insieme, è possibile”. Dopo queste fasi preliminari di studio, è necessario il più ampio coinvolgimento degli enti locali, delle associazioni, dei sindacati e, ovviamente, della comunità tutta dei cittadini. I primi risultati delle attività di ricerca e pianificazione saranno presentati entro il prossimo mese di febbraio, in un convegno che dovrebbe aver luogo a Enna.

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