“Micari ha le carte in regola. Non riconsegnare alla destra la Sicilia”. I big del Governo per la volata del PD

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“Preoccupato di consegnare la Sicilia alla destra ma anche ai cinquestelle che intendono radere al suolo tutto senza preoccuparsi di governare”. Così Davide Faraone, sottosegretario alla salute del Governo Gentiloni è intervenuto a Caltanissetta per la chiusura della campagna elettorale del partito democratico, che a livello cittadino è stata anche la chiusura di campagna per la candidata all’Ars Annalisa Petitto.

B3BC2B1C-931B-4E4E-A553-86E3603EE06BSul tavolo dei relatori anche il responsabile giustizia del Pd, David Ermini, il deputato Sergio Boccadutri, il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato e il ministro per la coesione territoriale, Claudio De Vincenti.

“Fino al 2014 il divario tra nord e sud era andato allargandosi”, ha detto il ministro. “Con il master plan avviato dal governo Renzi e proseguito con Gentiloni l’obiettivo è quello di essere a sostegno delle energie vitali del mezzogiorno, come dimostrano i dati degli ultimi tre anni in cui il sud è cresciuto in dati percentuali più del nord”.

Sia Faraone che De Vincenti hanno chiesto di sostenere fino all’ultimo la candidatura alla presidenza della Regione di Fabrizio Micari.

“Penso che Micari abbia le carte in regola per essere il presidente scelto dai siciliani. Aver risanato il bilancio con uno sforzo della Regione e del Governo regionale, avendo rivisto insieme la norma attuativa dello Statuto che consente alla regione di avere più entrate, è qualcosa che serve ai siciliani”, ha sottolineato il ministro.

84D9E06D-3166-47C6-A638-2D33721C5B6A“Si stanno preoccupando del voto romano, per legittimarsi in vista delle elezioni nazionali”, è invece il pensiero del sottosegretario Faraone su Salvini, Meloni e cinquestelle. Faraone rivendica la scelta di Fabrizio Micari: “Credo che abbiamo la candidatura migliore, un candidato presidente che in una terra moderata è il più adatto a rappresentare la Sicilia. Quando sento parlare Musumeci sento un discorso impregnato di destra che mi fa paura, così come i temi e l’alleanza che propone. Ieri erano a cena quattro persone, Berlusconi, Salvini, la Meloni e Musumeci. Riconsegnare la Sicilia a questi personaggi a me fa paura. Abbiamo una candidatura all’altezza, quella di Fabrizio Micari, che nel governo di una comunità politica come quella dell’Università è stato capace di una gestione impeccabile”.

“Prima di tutto – gli ha fatto eco De Vincenti – siamo consapevoli che qui si sceglie il futuro della Sicilia. Ho trovato irrispettoso quanto ha detto Berlusconi, che riduce le tasse solo in Sicilia. Significa vendere sogni. Promette un piano Marshall che noi abbiamo già fatto con il patto per la Sicilia dove abbiamo messo più di otto miliardi. Ha dimenticato i dati della Sicilia nel periodo in cui lui ha governato, quando gli investimenti in infrastrutture erano più alti al nord che al sud, ovvero il contrario che dovrebbe essere, visto il gap infrastrutturale al sud. Questi erano gli anni della Lega”.

Irrispettoso, secondo il ministro, anche il comportamento dei Cinquestelle, “indifferenti alla capacità di governo”. “Hanno testimoniato solo una profonda violenza verbale. Quando un candidato assessore vuole bruciare vivo un avversario, si tratta di pensieri orrendi”.

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