“Mi toccherà ballare”. La vita avventurosa di Raimondo Lanza, ultimo principe di Trabia, raccontata dalla figlia. La sua morte, un mistero.

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Le note de “L’uomo in frac” e la voce irripetibile di Domenico Modugno, hanno dato il la mercoledì 12 ottobre, a villa Barile in Caltanissetta,  all’incontro organizzato dal Lions Club presieduto da Marco Maira,  per la presentazione del libro “Mi toccherà ballare” scritto dalla principessa Raimonda Lanza di Trabia, figlia di Raimondo, ultimo principe di Trabia.

La copertina del libro
La copertina del libro

Vi si racconta la vita avventurosa del principe Raimondo, costellata di amicizie altolocate e di amori difficili. Un libro in cui la morte del principe, avvenuta nel ’54 a soli 39 anni, allora ritenuta un suicidio in quanto si buttò da una finestra dell’hotel Eden di Roma, viene messa in forte dubbio dopo le ricerche della figlia e dopo il ritrovamento di una valigia contenente i segreti della sua vita.

È stata l’architetto Daniela Vullo, cerimoniere del Lions, affascinata dalle vicende narrate nel libro, a promuovere l’incontro svoltosi alla presenza di un pubblico numeroso e interessato che ha seguito il racconto della principessa Raimonda,  con la stessa attenzione con cui si segue un film giallo per non perderne qualche battuta chiave.

Dopo i saluti di rito Marco Maira, in apertura, ha spiegato il motivo di quell’insolito incipit canoro e perché

Raimondo Lanza ispirò Modugno nel comporre l’uomo in frac (ne ascolteremo la spiegazione nell’intervista alla principessa Raimonda).  Un brano notissimo che ha fatto rivivere al pubblico presente le sensazioni che, da

La principessa Raimonda Lanza di Trabia
La principessa Raimonda Lanza di Trabia

sempre, è capace di trasmettere. Riusciamo tutti a immaginare quest’uomo elegante e misterioso,  con “il cilindro per cappello, due diamanti per gemelli, un bastone di cristallo e la gardenia nell’occhiello”,  che cammina nella notte buia e silenziosa mentre “si spegne anche l’insegna di quell’ultimo caffè.

Uno straordinario modo di iniziare il racconto della vita dell’ultimo principe di Trabia. Complice, nel dipingere il personaggio, la copertina del libro che raffigura il principe, elegantissimo e dall’aspetto estremamente curato, con in mano una pistola quasi si trattasse di una spia. Ma una spia, al servizio degli americani, lo fu veramente tant’è che in una valigia rivelatasi fondamentale per fugare molti dubbi, fu trovato anche un passaporto falso con su riportato un nome di fantasia che, però, aveva le stesse iniziali del suo vero nome: R.L.

Intervista alla principessa Raimonda Lanza di Trabia, autrice del libro

Marco Maira e Daniela Vullo
Marco Maira e Daniela Vullo

Compito non facile, raccontare la vita di quest’uomo, amico di Onassis, dello Scià di Persia, degli Agnelli e, in particolar modo di Susanna Agnelli che stava addirittura per sposare. Con le pubblicazioni di matrimonio già fatte e molti regali ricevuti, Raimondo, da uomo amante della libertà,  ebbe il coraggio di rompere il fidanzamento per paura di rimanere imbrigliato dalle rigide regole di casa Agnelli.

Innumerevoli altri interessi, dal cinema alle corse automobilistiche, dal calcio (fu presidente del Palermo) alla miniera Trabia Tallarita attorno alla quale gravitavano altre “attenzioni” che probabilmente furono la causa della sua morte.

 

Intervista a Marco Maira, presidente Lions Club Caltanissetta

Tanti i misteri mai chiariti. Perché, la sera della sua morte, pur disponendo di un appartamento al Grand Hotel, Raimondo scese all’Hotel Eden dove in quei giorni alloggiava anche Enrico Mattei? Perché non si è mai saputo da quale piano si gettò? Perché il medico che lo visitò in seguito a un malore, finse di visitarlo mentre invece gli iniettò – come sostiene la figlia Raimonda – un farmaco letale spacciandolo per un calmante? E perché il caso fu subito archiviato e non fu mai aperta un’inchiesta?

Intervista a Daniela Vullo, cerimoniere Lions e ideatrice dell’evento

Tutti aspetti trattati nel libro “Mi toccherà ballare” sul retro del quale sono riportate delle riflessioni forti con cui il personaggio dimostra di non essersi mai pentito della sua vita avventurosa riuscendo a  raccontare se stesso in modo sintetico e intrigante stimolando la curiosità del lettore sin dal primo approccio.

 

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