Mense scolastiche, voci di riapertura dopo Natale: la UilTucs sul piede di guerra

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La situazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle mense scolastiche e “aziendali” continua a essere grave e presenta questioni irrisolte. Terminata già a maggio la copertura dell’ammortizzatore sociale (FIS) con causale “emergenza COVID-19, i 65 addetti alla refezione scolastica di Caltanissetta si trovano attualmente sospesi e senza retribuzione.

La UILTuCS accende un riflettore sulla situazione, davvero critica per lavoratrici e dei lavoratori delle mense scolastiche. “Parliamo di donne e uomini che hanno un ruolo estremamente delicato, visto che ogni giorno si occupano di cucinare, servire e trasportare le pietanze ai ragazzi e alle ragazze delle scuole nissene, materne, primarie, secondarie. La vera questione è che gli addetti vengono, di fatto, considerati un corpo ‘estraneo’ nel panorama della scuola, al contrario, si ritiene che la loro voce debba avere la medesima dignità di quella del corpo docente e del personale Ata.

Si tratta di lavoratrici e lavoratori invisibili, ma che svolgono un ruolo fondamentale nell’ambito delle scuole e che, per primi, hanno pagato e stanno pagando le conseguenze dell’epidemia di Covid 19”.

Il sindacato pone l’accento sul fatto che “queste lavoratrici e questi lavoratori già in condizioni “normali” subiscono ogni anno scolastico il danno della mancata contribuzione e della mancata erogazione degli stipendi nei 3 mesi di sospensione dell’attività scolastica. Inoltre, sottoposti a un

regime di appalti o concessioni, pagano sempre per primi “la guerra al ribasso” nelle offerte relative ai bandi di gara. “Ribassi” che si riflettono pesantemente sulle ore di lavoro accordate dalle aziende, con inevitabile ricaduta sugli stipendi. Parliamo di persone che stanno vivendo sulla loro pelle il disagio di un lavoro fortemente ridimensionato, cui si è aggiunto il danno di poter contare sull’ammortizzatore sociale solo fino alla naturale scadenza dell’anno scolastico”.

Con l’apertura dell’anno scolastico 2020/2021, come ogni anno, le lavoratrici e i lavoratori avrebbero dovuto riprendere il 1° di Ottobre la normale attività lavorativa. “La UILTuCS che rappresenta la maggioranza di queste donne e questi uomini – spiega il segretario Michelangelo Mazzola – ha già organizzato a Giugno, in occasione della mobilitazione Nazionale del settore, presidio sotto Palazzo del Carmine, con contestuale richiesta d’incontro con il Sindaco Roberto Gambino, del quale non abbiamo avuto riscontro”. La richiesta d’incontro era finalizzata ad individuare soluzioni per far fronte ai mesi di giugno, luglio, agosto e settembre, nei

quali questi lavoratori non hanno potuto beneficiare di alcuna forma di ammortizzatore. A differenza di altre Regioni e comuni italiani sono stati siglati accordi sindacali che hanno individuato forme di copertura e di sostegno al reddito nei mesi estivi.

Nelle scorse settimane la UILTuCS, dopo aver appreso, presunte, notizie sull’avvio della refezione scolastica a Caltanissetta, per il quale si vocifera la riapertura dopo le festività Natalizie, ha inviato ulteriore nota di richiesta d’incontro al Sindaco Roberto Gambino, all’Assessore alla scuola Dr.ssa Marcella Natale e alla Dr.ssa Concetta Andaloro Assessore alle politiche sociali.

“Noi non abbiamo ricevuto alcuna risposta e ribadiamo con questa lettera aperta un principio che riteniamo fondamentale e che ispirerà le nostre imminenti azioni: i lavoratori e le lavoratrici delle mense scolastiche Nissene sono parte integrante del sistema scolastico e non è accettabile, né degno di una comunità come la nostra, ritenerli alla stregua di fantasmi, la cui voce non viene udita da nessuno”.

“Pertanto nei prossimi giorni, se non si avranno riscontri, la UILTuCS proclamerà lo stato di agitazione delle addette e degli addetti alla Refezione Scolastica, che si concluderà con un corteo lungo le strade cittadine e sit-in innanzi la Prefettura, per sentire le nostre ragioni”.

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