Meno incidenti nel 2014. Il bilancio della comandante della Polizia stradale: "informare prima di reprimere"

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La comandante Milli della StradaleBilancio annuale dell’attività della Polizia Stradale di Caltanissetta. La comandante della stradale, vice Questore aggiunto Maria Grazia Milli, ha tirato le somme delle attività del 2014 dei suoi uomini in una conferenza stampa presso la sezione nissena della stradale presso la Questura.
Un bilancio che arriva all’indomani di due operazioni distinte, condotte dai poliziotti della stradale. Il sequestro di un carico di hashish in arrivo in città e il sequestro con annessa denuncia per un sospetto giro di contrassegni assicurativi taroccati. “Un fenomeno in crescita per via anche della crisi”, ha detto la Milli.
Sequestri e sanzioni, ma anche attività di informazione e prevenzione hanno caratterizzato il lavoro degli agenti. La vice questore aggiunto, Milli, ha fornito dati e analisi sui principali comportamenti sanzionati. Sequestri di rame per 4 quintali, 4 arresti di cui 3 per stupefacenti, 130 persone segnalate di cui 98 denunciate, 14 veicoli sequestrati, due litri di metadone sequestrato, sono alcuni dati.
A questi si aggiungono i numeri significativi che riguardano i comportamenti di automobilisti e autisti di mezzi pesanti. Nell’anno solare sono state 1736 le pattuglie impegnate, 76 gli incidenti sulle strade in cui gli agenti sono intervenuti per ausilio alle persone coinvolte e viabilità.
Ma proprio sugli incidenti stradali, nel 2014 si è registrato un calo nel numero. 4 quelli mortali e 43 con feriti. Le infrazioni più ricorrenti sono quelle riguardanti il mancato uso delle cinture, 324 sanzioni, uso del casco ed eccesso di velocità. 133 le patenti di guida ritirate, 21 delle quali per guida in stato di ebbrezza e 3 sotto l’effetto di stupefacenti. Un dato in flessione rispetto al trend precedente, se si pensa che sono stati oltre 8 mila e 700 gli automobilisti sottoposti a etilometro.P1030546
“Sembra – spiega la comandante – che in questa provincia ci sia stato un abbassamento di quella che tecnicamente noi chiamiamo l’attività infortunistica, ovvero gli incidenti stradali. Questo sia dal punto di vista delle conseguenze gravi di un incidente, che dei comportamenti. Per una resa di coscienza di un maggiore rispetto della legalità e delle regole, sia per la consapevolezza della repressione e della pesantezza delle sanzioni, si registra in provincia un calo degli incidenti stradali e soprattutto dei comportamenti lesivi alla guida”.
La comandante della Polizia Stradale ha spiegato le modalità con cui gli agenti sono chiamati oggi a rapportarsi con gli automobilisti. L’obiettivo non è solo quello di elevare sanzioni ma piuttosto informare e ridurre i comportamenti pericolosi. Come nel caso dell’eccesso di velocità, che viene rilevato a seguito di informazione e comunicazione.
“Da tempo il dipartimento e le forze di polizia parlano di polizia partecipata e polizia percepita”, spiga la dottoressa Milli. “In ossequio al rispetto che si deve al cittadino, si preferisce da tempo dare comunicazione della nostra presenza. Perchè la comunicazione di un controllo, ad esempio per l’alta velocità, per noi raggiunge l’obbiettivo quando una persona vedendoci, ed essendo informata di un controllo nei prossimi duecento metri, abbassa la velocità, questo è un obiettivo raggiunto. Per noi la prevenzione operativa è un grande obiettivo, non necessariamente dobbiamo essere repressori, sicuramente lo siamo quando è necessario”.
Ciò che invece è aumentato è il ricorso illegale a certificati di assicurazione contraffatti, segno della profonda crisi economica che spinge alcuni automobilisti a pagare cifre forfettarie per ottenere i documenti falsi. Un fenomeno che ha trovato riscontro in una recente operazione della Polizia Stradale e della Procura, che hanno perquisito e sequestrato computer e documenti da uno studio di architettura del capoluogo nisseno, dove si sospetta possa esserci stata una centrale per la stampa dei documenti falsificati di assicurazione.
“Al di là della battuta che vanno di moda (che la comandante aveva fatto per descrivere il fenomeno in conferenza, ndr.), questi traccheggi intorno alle assicurazioni, bisogna considerarli anche un effetto della crisi. Meno soldi portano purtroppo ad essere un pochino di più contro la legge. Questo è un effetto. Per gli sviluppi dell’inchiesta siamo in attesa, tutto può cambiare e assumere dal punto di vista giudiziario contorni differenti. Sono valutazioni rimesse all’autorità giudiziaria che non sono escluse”, ha concluso.

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