Meno burocrazia e incentivi per chi investe sui "contratti di rete"

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Con il contratto di rete, due o più imprese si obbligano ad esercitare in comune una o più attività economiche rientranti nei rispettivi oggetti sociali allo scopo di accrescere la reciproca capacità innovativa e la competitività sul mercato. Si tratta dunque di un’alleanza tra attività complementari, finalizzata a un progetto, un servizio, una produzione, aumentando  la forza dell’investimento a parità di risorse.
IMG_8586Se n’è parlato alla Camera di Commercio di Caltanissetta in un seminario di Confindustria centro Sicilia in collaborazione con RetImpresa. A curare gli aspetti tecnici del contratto di rete, individuato quale strumento “per la crescita competitiva e lo sviluppo locale”, il direttore di Confindustria Sicilia, Carlo La Rotonda e gli esperti di Confindustria Fulvio D’Alvia, direttore di RetImpresa – l’agenzia confederale per le reti – e Massimo Sabatini, direttore Politiche regionali e coesione territoriale.
L’aspetto politico ed economico, dal punto di vista di istituzioni e imprese, è stato affrontato  dal presidente di Confindustria centro Sicilia, Marco Venturi, dall’assessore alle attività produttive, Linda Vancheri e dall’assessore regionale al turismo, Cleo Li Calzi.
Premialità e incentivi alle reti d’imprese sono previsti nel “Testo unico per le attività produttive”, come ha spiegato l’assessore Linda Vancheri, sottolineando che il testo è pronto per andare in Aula.
“Destinazione Sud” e “distretto produttivo meccatronica”, gli ambiti individuati.
“Parlare di reti di imprese crediamo possa dare risposte concrete al nostro tessuto imprenditoriale”, ha detto il presidente di Confindustria Centro Sicilia, Marco Venturi. 
“Sicuramente è importante non perdere l’ottimismo. L’imprenditore è un ottimista, se si deprime significa che chiudi l’azienda e mandi tutti a casa. Questo è un modo nuovo per mettere insieme mantenendo ognuna la propria specificità, il core business”.
La rete, il contratto di rete, per Venturi confermano che “l’investimento si fa con proprie risorse e un business plan serio. Serve avere infrastrutture moderne e costo del denaro adeguato a confrontarsi con i mercati, senza scorciatoie o vie di fuga”.
“Un incontro interessante”, per l’assessore regionale alle attività produttive, Linda Vancheri, “perché abbiamo la possibilità di avere notizie in più, rispetto agli aggiornamenti legislativi, come il decreto del 7 gennaio 2015, che consente alle imprese di utilizzare questo percorso innovativo di crescita, che può rafforzare le fasi del ciclo produttivo di ciascuna azienda”.
Il Testo Unico delle Attività Produttive, Legge che l’assessore Vancheri porterà in aula,  prevede ad esempio un unico adempimento burocratico da parte di una sola delle aziende costituite “in rete” per presentare istanze. “Qualora più imprese abbiano dichiarato di svolgere la propria attività in luoghi o in stadi diversi del ciclo produttivo, essendosi costituite in rete, tutte le istanze, richieste, comunicazioni e segnalazioni comunque denominate possono essere richieste o espletate anche da una sola di esse nell’interesse delle altre”. Una semplificazione che incentiva le imprese a fare rete.
“La presenza di Confindustria e della Regione – riprende l’assessore regionale Vancheri –  si spiega perché i due settori di riferimento più interessati ad avere attenzione verso questi strumenti, sono proprio i settori del turismo e delle attività produttive del manifatturiero e delle costruzioni, ma non solo”.
“Le istituzioni oggi sono presenti – prosegue la Vancheri – e sebbene il contratto di rete, l’incentivo ad aggregarsi per fare una rete, debba venire dalle imprese, dai privati, le istituzioni devono modulare le variabili che possono influire positivamente o meno. Lo fanno incoraggiando con politiche specifiche. Nel testo unico già esitato dalla commissione e pronto ad andare in aula, nella prima parte abbiamo messo queste norme specifiche per l’internazionalizzazione e le reti di imprese. Con strumenti agevolativi, fiscali e burocratici, ma anche premialità. Abbiamo introdotto norme innovative per dire che con la nuova programmazione spendiamo meno soldi ma meglio. facendoli arrivare a chi veramente vuole crescere. Se le imprese crescono cresciamo automaticamente anche noi”.
L’assessore regionale al turismo, Cleo Li Calzi, indica su quale vocazione le aree interne possono contare. “Un turismo che non è legato solo alla presenza di visitatori”, spiega l’assessore.
“La sicilia vive di turismo, l’unico settore in crescita. Il turismo è fondamentale che venga sostenuto come crescita economica del territorio. Perché investiamo nell’artigianato, nel manifatturiero e nel commerciale. Il contratto di rete aggrega il vantaggio competitivo rispetto al singolo. L’Italia è in ritardo, forse perché per nostra natura siamo isolati e poco propensi a fare rete. Sosteniamo quindi la formula per cui  gli imprenditori si mettono insieme per aumentare la massa critica degli investimenti . Ma anche per stimolare nuovi canali di sostegno e finanziamento di iniziative che gli imprenditori ci portano all’attenzione”.
Alla facile obiezione che nelle aree interne della Sicilia, come Caltanissetta, il turismo non sembra essere trainante, l’assessore Li Calzi ci liquida con una spiegazione altrettanto semplice.
“Proprio dalle aree interne dobbiamo sviluppare turismo. Facendo la differenza tra i poli principali attrattivi e quelli serventi. Facendo distinzione tra quelle aree che si avvantaggiano in termini di produzioni come manifatturiero, enogastronomia etc, che servono i poli turistici attrattivi”.

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