Medici in trincea “senza riflettori”. Emergency e ordine dei medici si confrontano con i giovani

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“L’impegno nel volontariato non ha bisogno di riflettori, ma è un lavoro che va svolto in silenzio e con grande umanità”. Lo ha detto Fabrizio Pulvirenti, il medico volontario di Emergency che ha sconfitto il virus Ebola che questa mattina ha partecipato con i volontari dell’Ong all’incontro con gli studenti delle classi quarte e quinte del Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Caltanissetta.

A dare il benvenuto a Pulvirenti e ai volontari dell’associazione umanitaria è stata una delegazione dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Caltanissetta, composta dal presidente Giovanni D’Ippolito, dalla vice presidente Gisella Maira e dai consiglieri Anna Maria Santamaria e George Terravecchia. Presenti anche il dirigente scolastico Vito Parisi e Antonio Bonura, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp 2 di Caltanissetta.

“Persone come Fabrizio Pulvirenti e gli operatori di Emergency svolgono la professione del medico in condizioni di emergenza e in situazioni estreme, mettendo a rischio la propria vita in favore delle persone più disagiate. Ecco perché rappresentano le nostre icone, anche se loro non vogliono essere considerati eroi. L’umanità della loro attività di volontariato sia un esempio per tutti i medici” , ha detto il presidente D’Ippolito rivolgendosi alla platea degli studenti .

Fabrizio Pulvirenti, rispondendo alle domande dei liceali, ha parlato della sua missione in Sierra Leone, accennando all’esperienza da “paziente zero” per aver contratto il virus Ebola. Il medico di Emergency s’è soffermato soprattutto sul ruolo dei volontari dell’associazione nell’attività di assistenza e cura dei migranti che sbarcano sulle coste italiane, citando il drammatico dato di Lampedusa dove dal 1997 al 2012 sono sbarcate sull’isola 180mila persone.

“Possiamo essere d’accordo o no sui temi dell’immigrazione, ma su un aspetto dobbiamo essere concordi. Tutti gli uomini sono uguali davanti al diritto alla salute che non può essere considerato un privilegio – ha detto Pulvirenti ai liceali del “Volta” – I ragazzi possono avvicinarsi al volontariato con Emergency perché offre attività variegate da svolgere intensamente e su più fronti, grazie anche ad una componente umana non comune nelle altre associazioni. Il volontariato non è spettacolo, e far parte di Emergency non equivale a stare sotto le luci della ribalta. Molte persone lavorano lontano dai riflettori e la presenza a Caltanissetta dei ragazzi impegnati nel Programma Italia che fornisce assistenza medica ai migranti sono valide testimonianze da seguire”.

Durante la tappa a Caltanissetta, i volontari di Emergency – alla presenza di Paola Feo del coordinamento nazionale dell’associazione – saranno presenti con il Polibus, l’ambulatorio mobile che per tutta la giornata sarà parcheggiato in piazza Garibaldi e utilizzato dall’associazione nell’assistenza ai migranti durante gli sbarchi sulle coste siciliane.

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