Matteo Ricci, Rafael Tolói e altri calciatori assurdi che hanno giocato in Nazionale

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Quattro mesi dopo aver ottenuto la qualificazione alla Final Four di Nations League torna la Nazionale di Roberto Mancini, con una maxi lista di convocati (era il caso di chiamare 38 giocatori in questo periodo storico? Vabbè…) che prenderanno parte alle sfide contro Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania. Oltre a Daniele De Rossi nelle vesti di collaboratore tecnico e all’oriundo dell’Atalanta Rafael Tolói, su cui il commissario tecnico aveva già fatto intendere la probabile convocazione, tra le novità spicca il nome Matteo Ricci, il centrocampista che in pochi si sarebbero aspettati di trovare sull’elenco (e che forse aveva anche meno chance dell’omonimo Samuele, giovane leader della mediana dell’Empoli). La convocazione di Ricci è anche un premio alla stagione dello Spezia, che nel frattempo ha visto partire altri sette giocatori tra cui tre italiani Under 21 ed Emmanuel Gyasi, per la prima volta chiamato dal ct del Ghana. Anche quella di Matteo Ricci sembrerebbe una storica prima volta per un calciatore spezzino con la maglia azzurra ma invece no, c’è il precedente di Luigi Scarabello che risale al lontano 1936: primo calciatore militante in C ad essere convocato in Nazionale maggiore ma soprattutto marito di Lilia Silvi, la “Shirley Temple italiana”, l’attrice preferita da Mussolini. Anche se quest’ultimo particolare non impedì loro, durante la guerra, di arruolarsi nelle brigate partigiane. 

Nella stagione 2013/2014, mentre Matteo Ricci era in prestito al Grosseto, Rafael Tolói è stato compagno di squadra del fratello gemello Federico, alla Roma

Tolói e Ricci si inseriscono dunque nella ultracentenaria storia della Nazionale azzurra (oltre a Wikipedia, Italia1910.com è un archivio dove si trova praticamente di tutto), alla quale hanno preso parte ben 813 calciatori: pur augurando ai due nuovi arrivi di vivere decine e decine di partite in azzurro, per l’occasione abbiamo deciso di ricordarne cinque tra quelli che hanno collezionato una sola presenza, in tempi recenti. Insomma, quelli che hanno qualcosa in comune con Enzo Bearzot, Domenico Marocchino, Michele Padovano, Walter Novellino, Cristian Brocchi ed Amauri.

 

Stefano Bettarini (18 febbraio 2004)

Otto stagioni in Serie A con con sei maglie diverse direi che sono servite per farci ricordare di Stefano Bettarini calciatore e non solo marito di Simona Ventura e personaggio tv, visto il ricchissimo curriculum come conduttore, concorrente, giurato e inviato. In pochi forse ricordano il suo storico e probabilmente insperato debutto con la Nazionale del Trap, all’età di trentadue anni, in occasione dell’amichevole contro la Repubblica Ceca, quando vestiva la maglia della Sampdoria.

Stefano Bettarini nella sua migliore versione di sempre

 

Alessandro Parisi (17 novembre 2004)

Nove mesi dopo, un altro allenatore sulla panchina azzurra (Marcello Lippi) e un altro laterale sinistro in campo, anche se dalle caratteristiche completamente differenti. Quella di Alessandro Parisi è una bella storia: scartato dalla squadra della sua città, Palermo, diventò famoso per i 14 gol messi a segno in un solo campionato di B, utili alla promozione del Messina in massima serie. Le buone prestazioni replicate anche in A e l’amichevole contro la Finlandia in programma proprio al S. Filippo (semivuoto nonostante la presenza di di Litmanen) convinsero Lippi a testarlo anche solo per 45 minuti e tenerlo in considerazione fino alle preselezioni per Germania 2006. Ovviamente fu il primo giocatore nella storia del Messina a esordire in Nazionale.

 

Giampiero Pinzi (30 marzo 2005)

Qualche giorno fa è tornato alle cronache perchè, dopo il rigore procurato da Stryger Larsen all’ultimo secondo di Milan-Udinese, in qualità di assistente tecnico dell’Udinese avrebbe scherzato col difensore danese portando in allenamento un pallone da pallavolo. Oltre che con la squadra friulana, con cui ha giocato quindici stagioni in A indossando anche la fascia di capitano, Giampiero Pinzi può vantare grandi ricordi a Padova: una promozione in B che ha sancito la fine della sua carriera da giocatore ma anche la prima e unica partita in Nazionale maggiore (o meglio, un quarto d’ora finale), l’amichevole dell’Euganeo contro l’Islanda finita 0-0. Se non altro la sua presenza in azzurro è da considerare un grossissimo incentivo per tutti i giovani calciatori.

Giampiero Pinzi con la maglia numero 7 alle Olimpiadi Atene 2004

 

Gennaro Delvecchio (16 agosto 2006)

Mentre i Campioni del Mondo sono ancora in vacanza, l’Italia con Donadoni allenatore torna in campo a Livorno il giorno dopo Ferragosto per una gara amichevole contro la Croazia di Pletikosa, Modric e Rapaic con una formazione ricca di debuttanti: insieme a Christian Terlizzi, Giulio Falcone e Tommaso Rocchi c’è anche il centrocampista barese che ha appena concluso la sua prima stagione in A a Lecce ed è stato acquistato dalla Sampdoria. La partita finisce 0-2 e così anche l’esperienza in Nazionale per Delvecchio, che poi si affermerà come centrocampista molto prezioso in Serie A ma non troverà più spazio nelle spedizioni azzurre. In compenso però fino ad un paio di estati fa ha giocato con la maglia dell’Italia di beach soccer con alcune vecchie glorie azzurre come l’altro Delvecchio, Di Livio e Di Michele.

 

Giuseppe Mascara (6 giugno 2009)

A Catania Gennaro Delvecchio trova Giuseppe Mascara, probabilmente nella migliore versione di sempre: raggiunta quota 12 gol in classifica marcatori ‘Peppe’ viene convocato insieme al compagno di squadra Marco Biagianti e si ritrova titolare nella sperimentale amichevole di Pisa, e sicuramente storica per gli interpreti, in compagnia di Federico Marchetti, Davide Santon, Gaetano D’Agostino, Daniele Galloppa e Sergio Pellissier. La partita finirà 3-0 e verrà ricordata anche per la rete dell’uomo che ha scritto la storia del Chievo, Pellissier appunto: 1 presenza e 1 gol gli valgono la seconda migliore media realizzativa di sempre nella storia della Nazionale (1 gol ogni 28 minuti) dietro a Pavoletti (1 gol ogni 18).

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