Master di elettrocardiografia pediatrica, un comportamento strano del bambino può nascondere una patologia cardiaca

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Quando sentiamo parlare di malattie di cuore, pensiamo subito a soggetti anziani il cui cuore, affaticato dagli anni, comincia a dare segni di stanchezza. Ebbene, non è così. Le patologie cardiache colpiscono sia gli adulti sia i bambini oltre ai neonati che possono già venire al mondo con una malformazione congenita.

I cardiologi Luigi Scarnato e Gabriella Modica

Naturalmente bisogna che il cardiologo, su input del pediatra e della mamma che ha notato un comportamento anomalo del bambino, faccia una corretta diagnosi dell’eventuale paventata patologia.

In questa luce, si è tenuto al Cefpas di Caltanissetta, dal 18 al 19 aprile, con la preziosa collaborazione della Zerotre Eventi di Michele Ferraro e Ivo Turco, un master di elettrocardiografia pediatrica, organizzato dal cardiologo Luigi Scarnato e dal prof. Francesco De Luca, Direttore della UOC di Cardiologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliera V.E. di Catania che, con la sua notevole esperienza nel settore, ha cercato di ampliare gli orizzonti dei partecipanti.

Intervista al dr Luigi Scarnato, organizzatore e responsabile scientifico del Master

Il prof. Francesco De Luca

Relatori, oltre agli organizzatori, anche il prof. Antonio Castello Delegato Regionale per la Sicilia del Gruppo Italiano di Cardiologia Preventiva (GICR) e del Gruppo per l’Intervento nelle Emergenze Cardiologiche (GIEC) nonchè la d.ssa Agata Privitera Dirigente medico di Cardiologia, collaboratrice del prof. De Luca.

Scopo del master, svoltosi a numero chiuso con la partecipazione di 25 specialisti, era quello di esaminare, attraverso la formazione di cinque gruppi di lavoro, numerosi elettrocardiogrammi  pediatrici eseguiti su soggetti sani per poi raffrontarli con altri eseguiti su soggetti patologici.

A dare il la ai lavori il Dr Luigi Scarnato che, oltre a dare il benvenuto ai partecipanti con un apprezzato momento musicale in entrambe le giornate dei lavori, ha tenuto a sottolineare l’importanza di ripercorrere, sin dalle prime nozioni, le tappe che portano alla corretta lettura di un ECG.

Intervista al prof. Francesco De Luca, docente e responsabile scientifico del Master

“L’ECG del bambino sino a due anni di vita  – ha detto il prof. Francesco De Luca – è completamente diverso da quello eseguito nell’adulto per cui, se non si ha un’esperienza specifica in elettrocardiografia pediatrica, non è possibile refertare un tracciato pediatrico e questa è la ragione per cui è nato questo corso che vuole studiare l’interpretazione dell’ECG esclusivamente pediatrico”.

La pediatra Maria Curtopelle

Da qui, l’interesse da tutti mostrato e le richieste di chiarimenti da parte di molti dei partecipanti, tutti cardiologi, provenienti da tutta la Sicilia.

Tutti cardiologi, dicevamo, tranne la d.ssa Maria Curtopelle, pediatra ospedaliera, che ha voluto partecipare al Corso per i motivi che ci spiega nell’intervista che segue. Siamo convinti anche noi che sapere leggere subito e correttamente l’ECG di un neonato, può fare la differenza.

Semplice e geniale il metodo di lavoro che ha escluso il classico “tavolo dei relatori” per lasciare spazio a 5 tavoli tra i quali il relatore si aggirava, ascoltando i presenti e sollecitandoli a interrompere più spesso.

Intervista alla d.ssa Maria Curtopelle

Siamo dell’avviso, infatti, che una simile progettazione della sala, voluta dal prof. De Luca, abbia abbattuto quel “muro” che normalmente si crea tra il “tavolo dei relatori” e il pubblico. Con questo metodo di lavoro ci si sente tutti sullo stesso piano la qual cosa apre a un costruttivo dialogo. Telefonini a riposo, dunque, per lasciare spazio al coinvolgimento e alla partecipazione

Cinque tavoli, formati ciascuno da cinque cardiologi che studiavano gli ECG loro

Il prof. Antonio Castello

assegnati per poi, alla fine di ogni esame, relazionare, su uno stampato predisposto, su ciò che avevano “visto” in quel tracciato. Una sorta di esame, quindi, reso simpatico e goliardico dal premio simbolico (una bottiglia di vino per ogni componente, ndr) assegnato al tavolo particolarmente attivo.

La seconda giornata di lavori, aperta dal prof. Antonio Castello, è iniziata con l’intervento del cardiologo Luigi Scarnato che ha trattato l’importantissimo tema dell’insufficienza cardiaca che, come molti sanno, è, in estrema sintesi, la diminuita capacità contrattile del cuore. La qual cosa porta a una diminuzione della gittata cardiaca con conseguente sofferenza dei tessuti periferici ai quali arriva meno sangue e, quindi, meno ossigeno.

Intervista al prof. Antonio Castello

“Si tratta di una patologia – ha detto il dr Scarnato –  che appartiene, prevalentemente,  all’età adulta e all’età senile”. Si è poi soffermato sulle cause che portano all’insorgere di questa patologia approfondendo l’argomento dal punto di vista tecnico e dal punto di vista terapeutico.

Intervista alla d.ssa Agata Privitera

A seguire, l’intervento della d.ssa Agata Privitera, che ha parlato delle tachicardie

La d.ssa Agata Privitera

sopraventricolari e ventricolari, alla fine del quale il prof. De Luca ha assegnato nuovi “compiti” ai partecipanti, alzando l’asticella della complessità e quindi dell’interesse da parte dei partecipanti.

Un master che si è distinto per la metodica nuova con cui è stato condotto ma soprattutto per il grado di coinvolgimento che ha portato sicuramente a preziosi  approfondimenti.  Lo scambio di informazioni e di esperienze, infatti, è il mezzo più efficace per affinare le conoscenze del medico a beneficio, com’è giusto che sia, dei pazienti che in lui  ripongono le speranze di una migliore qualità di vita.

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