Martina Milano, il quarto Natale senza la sua allegria. Come la ricordano la mamma Lorella e gli amici. Le interviste

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Quando il 12 agosto 2014, a soli 22 anni, cessò di vivere Martina Milano, una ragazza bella, esuberante, grande amica di tutti coloro che la meritavano, con una gran voglia di vivere e di divertirsi com’è giusto che sia a quell’età, tutti noi rimanemmo sconvolti e increduli a guardarci in faccia come se stessimo sognando o, meglio, vivendo un incubo. Purtroppo non era un sogno.

Una bella espressione di Martina
Una bella espressione di Martina

 

Questo, è il quarto Natale che la famiglia di Martina trascorre senza l’adorata unica figlia. Abbiamo chiesto alla mamma, signora Lorella, di poterla incontrare non soltanto per potere ricordare insieme i momenti della tristezza ma anche i momenti di esuberanza e di vitalità che erano insiti nel carattere della ragazza. Abbiamo inteso, dedicandole queste brevi note, renderle omaggio e, nel contempo, dare sfogo alla rabbia che inevitabilmente prende ognuno di noi quando riflettiamo sul fatto che non si può morire a 22 anni. Non è giusto, non è naturale.

 

 

 

Le emozioni della signora Lorella, mamma di Martina Milano

Martina Milano (2)

Siamo stati ricevuti in un salotto dove in ogni angolo una foto di Martina sembrava scrutare, sorridente, tutto quello che stava succedendo e dove, per pura coincidenza, abbiamo potuto parlare con quattro amici che, come spesso fanno, erano andati a trovare la signora Lorella:  la sua inseparabile e omonima amica Martina, Marco, Carlo e Francesco dei quali abbiamo raccolto pensieri davvero commoventi.

Martina , nel ricordo di alcuni degli amici più cari

Quanta tristezza sentir dire alla mamma, nel periodo più bello dell’anno, quando gli addobbi della città, le luci dei negozi e i venditori di presepi dominano la scena del nostro vivere quotidiano,  “Natale, ormai, per noi, è solo sul calendario”. E quanta tristezza  – la signora Lorella ci ha permesso di vedere la stanza di Martina – guardare le sue tante foto appese alle pareti, da grande o ancora bambina. Vedere il suo computer o la sua TV, i suoi libri, i suoi vestiti, i suoi peluche uno dei quali, a forma di cuore, chi scrive ha avuto il privilegio di potere toccare, quasi accarezzare, pensando che quegli stessi gesti chissà quante volte li aveva già compiuti Martina.994984_10202394418652718_2124047437_n
Tutto vivo, in quella stanza dove si ha la sensazione che Martina debba entrare da un momento all’altro.  Una stanza che viene pulita ogni giorno così come ogni giorno i genitori si recano al Cimitero guardandosi bene dal pronunciare questo nome che infonde tristezza. Il papà – ci dice la signora Lorella – non dice mai “vado al Cimitero” ma “vado a casa di Martina” quasi illudendosi di andarla a trovare veramente e potere parlare con lei.

Martina – aggiunge la signora Lorella raccontandoci qualcosa della figlia – non amava i fiori o, meglio, non amava i fiori che venivano tagliati o estirpati dalla loro sede naturale. “I fiori debbono stare nella terra” diceva, come se volesse opporsi a qualsiasi cosa o gesto in grado di togliere loro la vita. Quella vita che lei non immaginava di dover perdere in così giovane età.

“Una cosa spero – conclude con la voce rotta dall’emozione la signora Lorella – che mia figlia questo Natale lo passi con gli Angeli perché lei è un Angelo”.

Ne siamo convinti anche noi. Buon Natale Martina.

 

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