Marina Castiglione sui campi da Tennis di villa Amedeo: “Ancora una volta manca la politica a vantaggio dei tecnicismi”

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Sulla vicenda dei campi da Tennis di Viale Amedeo abbiamo sentito la prof. Marina Castiglione componente del Direttivo piùCittà e già Assessore allo Sport. Professoressa, si paventa la possibilità di disperdere il patrimonio sportivo e immobiliare che ha costituito l’elemento materiale del Torneo Challenger. Qual è il suo punto di vista?

Nella vicenda in questione, ancora una volta, sembra mancare la politica a vantaggio di tecnicismi che poco o nulla tengono in considerazione l’interesse pubblico che intendiamo perseguire.

Innanzitutto distinguerei il Torneo Challenger dal Tennis Club “Villa Amedeo”: la prima è un’attività internazionale annuale svolta anche grazie ad un contributo comunale progressivamente ridottosi nel tempo e che presumo abbia una contabilità autonoma; il secondo è un’associazione di amatori e professionisti che da settant’anni contribuisce a creare in città una comunità sportiva che tutela e migliora un luogo pubblico in forza di una concessione in uso del terreno che data dal 1946.

Quel terreno oggi è arricchito di campi di tennis, spogliatoi, spazi comuni, tribune e la città di Caltanissetta è orgogliosa di offrirne la visione sui canali televisivi specializzati. E’ innegabile che il merito di questo orgoglio vada attribuito ad un gruppo cospicuo di cittadini che ne hanno provveduto al mantenimento.

L’irrilevanza del canone simbolico stabilito a suo tempo, ad esempio, è stata  risolta nei due anni del mio mandato con l’obbligo di una controprestazione offerta alla città attraverso un corso per bambini disabili che in quegli anni è stato regolarmente quantificato e realizzato.

 

Quindi professoressa lei ritiene che da parte del Comune ci sia stato un eccesso di zelo in merito a problemi rilevati riguardo alla proprietà?

No, ritengo che ci sia stato un eccesso di ritardo stante che la situazione della proprietà commista era già nota da tempo e poteva risolversi entro la fine della concessione avvenuta un anno e mezzo fa (20 gennaio 2017).

Come ho detto prima non è chiaro l’obiettivo politico, stante che l’amministrazione comunale, anziché misurarsi sul dialogo con le altre istituzioni proprietarie del terreno in quote parti minoritarie, si sta accingendo su un terreno contenzioso con inevitabili effetti negativi che potrebbero interessare anche la salvaguardia stessa dei campetti che “tecnicamente” sono proprietà del Tennis Club.

 

Ma l’Amministrazione insiste sull’aspetto della legalità. Pare ci fossero irregolarità anche di natura edilizia.

Pare veramente eccessivo iniziare battaglie su temi che si possono risolvere da un lato con un’operazione di concordia amministrativa tra le istituzioni e dall’altro con la valorizzazione di un’associazione che proprio in questi giorni ha cambiato organi direttivi ed è nella volontà di collaborare per il bene della città e dei luoghi.  È chiaro che il rispetto delle regole vada garantito. Ciò deve riguardare tutti gli ambiti, penso ad esempio proprio al Viale Regina Margherita dove da decenni insiste una baracca laddove era presente negli anni Cinquanta il Parco delle rimembranze, e penso a tutti gli spazi sportivi. Considerata la giusta avversione di questa Amministrazione per le proroghe, ci aspettiamo quindi tempestività ed equilibrio nella risoluzione del caso dei campetti di Viale Amedeo e un’analoga sollecita attenzione a tutti quei casi in cui la gestione avvenga in assenza di titolo, come la piscina comunale.

 

 

 

 

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