"Mantengono gli Ato e sopprimono le province". Dipendenti sul piede di guerra

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assemblea personaleUn appello a tenere molto alta l’attenzione e a rilanciare il problema della prevista soppressione della Provincia di Caltanissetta con un’interlocuzione che sia la più ampia possibile: ma anche forti critiche a chi – classe politica in testa – non ha finora dimostrato di tenere nel debito conto le conseguenze che tale soppressione avrebbe sull’economia di un territorio già fortemente deficitario.

Appello e critiche sono stati lanciati nel corso dell’assemblea del personale della Provincia Regionale promossa dalla Cisl Funzione Pubblica e dalla Rsu aziendale, con l’intervento del segretario provinciale Gianfranco Di Maria che ha rilanciato la provocatoria proposta – dal momento che sono considerati enti inutili – di abolire tutte e nove le Province in Sicilia, così da economizzare maggiormente sulla spesa pubblica, anziché salvarne alcune a discapito di altre.

Di Maria ha ribadito nell’aula consiliare dell’ente tutti i penalizzanti rischi scaturenti dall’accorpamento di un territorio che prima di ogni cosa perderebbe in rappresentatività: ha fortemente stigmatizzato la mancata interlocuzione con la politica e con i candidati alle prossime elezioni regionali, in una Sicilia presa da una campagna elettorale che non ha rivolto alcuna attenzione al problema, così che il segretario della Cisl Fp ha auspicato di portare tale problematica al cospetto di un’assemblea cittadina con il coinvolgimento di tutte le rappresentanze socio-economiche.

Si vogliono sopprimere le Province – è stato ancora detto nell’assemblea – mentre si continuano a mantenere enti come gli Ato, i Consorzi, ecc., che si sono rivelati disastrosi, con vertici non democraticamente scelti e le cui competenze avrebbero invece dovuto essere espletate proprio dalle Province. La “spending review 2”, è stato altresì ricordato, assegna sei mesi di tempo alle Regioni a statuto speciale per procedere agli accorpamenti dei territori provinciali che non hanno i previsti requisiti, il che vuol dire che tale termine in Sicilia decorrerà dalla conclusione delle prossime elezioni: una scadenza che dovrà essere obbligatoriamente osservata. Sono così venute le proposte di accentuare, nel tempo rimasto a disposizione, l’interlocuzione a livello regionale, coinvolgendo intanto le altre Province a rischio soppressione.

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