Manifesto selvaggio. Janni contro Iacona: “ma non doveva rimuoverli?”

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Arriva un “comunicato-esposto” di Leandro Janni di Italia Nostra (recentemente annoverato tra i possibili candidati alle europee di Green Italia, candidatura che poi non è avvenuta), sui manifesti abusivi del candidato del centrodestra, Sergio Iacona. Iacona aveva chiesto scusa, spiegando che la sua candidatura, maturata in ritardo rispetto agli altri, aveva impedito di controllare gli aspetti operativi dell’avvio di campagna elettorale e che i manifesti con cui erano stati tappezzati i muri, fuori dagli spazi consentiti e in violazione del divieto di affissione nell’ultimo mese di campagna, li avrebbe rimossi a sue spese, essendo all’oscuro di quanto accaduto Un’operazione che secondo Janni non è veramente partita.

“Considerato che abitiamo in questa città (Caltanissetta) e che ci vediamo piuttosto bene e siamo in grado di valutare fatti e situazioni, ieri sera abbiamo costatato che tutti i manifesti con l’effige iaconiana erano rimasti al loro posto. Inesorabilmente. Nessuno li aveva rimossi. Soltanto quelli collocati lungo il viale della Regione erano stati velocemente e malamente imbrattati di grigio, in modo da oscurare la citata effige. Ma non dovevano essere rimossi? E i luoghi non dovevano essere ricondotti al decoro precedente? E infine, inevitabilmente ci chiediamo: qualcuno ha elevato sanzioni?” chiede Leandro Janni, Presidente di Italia Nostra Sicilia.

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