Manifesti sui muri con Borsellino. "Bene anche se fuori da spazi consentiti".

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riceviamo e pubblichiamo questo comunicato dell’Avv. S.Scalia

Salvatore ScaliaIn questi giorni nelle pagine del giornale (“La Sicilia” – domenica 29 e martedì 31 luglio), con precisione nello spazio dedicato alle lettere inviate dai lettori, ho potuto leggere come delle persone si sono prodigate premurosamente a ricordare a tutti quanti noi il “vero” significato di legalità. Questa volta, il termine “legalità” è stato associato all’affissione di alcuni manifesti in ricordo della strage del 19 luglio, in via Mariano D’Amelio a Palermo, del giudice Paolo Borsellino.

La legalità, una bella parola che in questo ultimo periodo sta bene dirla in quasi tutte le frasi, un po’ perché suona bene, un po’ perché, oramai, se non si parla di legalità ad ogni cosa non si è “in”.

I signori che si sono prodigati a spiegarci che la legalità mal cozza con dei manifesti affissi “in luoghi non idonei” in ricordo del giudice Borsellino sembrano, per l’occasione, declinare il concetto di legalità in una logica piccolo borghese. Infatti, in tale ottica, l’importante è che tutto sia sotto controllo, le strade siano pulite ed i muri lindi, e poco importata se dietro quelle mura si celino dei sepolcri imbiancati dove si accetta ogni cosa pur di stare tranquilli, dove, accecati dall’indifferenza, non si sa cosa sia la lotta alla mafia, dove, offuscati dalle peggiori pulsioni egoistiche, l’unico interesse è quello proprio. A tal proposito, le pulsioni egoistiche negano all’essere umano di potersi donare, di poter essere generosi con la propria comunità, così come lo sono stati quei giudici che hanno donato la loro vita per una Sicilia migliore, per garantire un futuro, all’insegna della Legalità, alle generazioni future.

Ritengo che, l’accezione al termine “legalità” attribuito dai premurosi signori sia di gran lunga diversa da quella intesa dai giudici Borsellino, Falcone, Livatino e dai tanti altri servitori dello Stato che sono morti per quell’idea. Infatti, vedere che ci sono dei giovani (o anche non) che mantengono vivo il ricordo di eroi, come Paolo Borsellino, anche attraverso una semplice affissione di manifesti, non fa altro che abbellire lo scorcio di alcune strade grigie della Città, e fa sì che l’idea del giudice Borsellino, assassinato vilmente dalla mafia, non cada in oblio.

paolo-borsellino-20-anniversarioConcludo con una frase detta dal giudice Paolo Borsellino, nel settembre del 1990, ad una festa del Fronte della Gioventù: “Potrei anche morire da un momento all’altro, ma morirò sereno pensando che resteranno giovani come voi a difendere le idee in cui credono: ecco, in quel caso non sarò morto invano”.

Avvocato Salvatore Scalia

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