Manifestazione "No Muos". Legale denunciati: "Sanzioni a chi difendeva revoca della Regione". (FOTO)

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(Foto A.Sardo – P.Trobia)Circa trecento persone hanno partecipato stamane alla manifestazione “No Muos” indetta dal Movimento No Muos e dal coordinamento dei comitati della Sicilia per protestare contro la repressione in atto nei confronti di manifestanti che nel corso degli ultimi mesi hanno partecipato a blocchi e contestazioni nel cantiere di Ninsceni.

In particolare nella Sughereta, sito di interesse comunitario, è sorta la base per telecomunicazioni della Marina Militare statunitense con le tre mega parabole del sistema Muos. Ma la protesta di cittadini e comitati è costata cara ai tanti che oggi si vedono recapitare sanzioni amministrative per migliaia di euro e denunce penali per una serie di reati che prevedono anche pene severe.

Alla manifestazione del tutto pacifica il Movimento No Muos ha solidarizzato anche con i “No Tav” per la medesima ragione, quella che definiscono la “repressione del dissenso”.

Oltre trecento persone hanno aderito al corteo organizzato a Caltanissetta, spiegano, perché è la città dove hanno sede le istituzioni come Questura e Prefettura, da cui sono partiti i provvedimenti nei confronti dei militanti No Muos. Insieme al movimento e ai comitati, in piazza sono scese decine di studenti di diverse scuole, tra cui in testa al corteo gli studenti della Ragioneria.

“Questa manifestazione nasce in concomitanza con quella No Tav ed è fatta a Caltanissetta per un significato particolare – spiega Paola Ottaviano, avvocato del team legale dei comitati No Muos –  Caltanissetta è la città i cui hanno sede gli enti che hanno permesso l’installazione del Muos che riteniamo illegittima. Si tratta di atti autorizativi che contestiamo dall’inizio alla fine. Allo stesso tempo l’attività repressiva che le autorità della stessa città, Prefettura e Questura, hanno messo in moto nei confronti degli attivisti. Vogliamo sottolineare il grande contrasto tra l’illegalità e tutte le violazioni di legge e di Costituzione che riguardano l’installazione del Muos, responsabilità istituzionali gravissime che sono rimaste finora intaccate, mentre invece la macchia repressiva si è messa in moto nei confronti degli attivisti”.

Ma qual’è il quadro della situazione di denunciati, multati e sanzionati?

“Il quadro – prosegue l’avvocato Paola Ottaviano – va mutando di giorno in giorno perché le denunce aumentano. Abbiamo sanzioni amministrative per blocchi stradali messi in atto nel periodo in cui c’era la revoca della Regione, quindi gli attivisti non facevano altro che difendere un atto della Regione che rendeva quel cantiere illegittimo e nonostante ciò, gli operai continuavano a entrare. Quindi la Prefettura dovrà decidere se archiviare le sanzioni o fare le multe che arriverebbero a migliaia di euro. Poi ci sono le denunce penali per vari reati. noi pensiamo stiano colpendo in modo mirato gli attivisti, sempre gli stessi e in questo vediamo una certa volontà di attaccare il Movimento per stancare e sfiancare in modo che la protesta si sgonfi perché vittima di repressione”.

Esclusi i movimenti e gli studenti non c’è la politica. Nessun rappresentante da destra a sinistra dei partiti e neanche di movimenti con rappresentanze in parlamento.

“La constatazione è esatta – conclude l’avv. Ottaviano – Noi con la politica abbiamo sempre avuto un’interlocuzione perché abbiamo denunciato che ci sono responsabilità politiche gravissime in questa vicenda. Parti di mondo politico che hanno usato il movimento strumentalmente in campagna elettorale e alcuni che hanno fatto qualcosa di concreto, però il fatto che in una giornata così non ci sia nessun esponente presente è significativo”.

La manifestazione, partita alle 10 da piazza Falcone e Borsellino, simbolicamente davanti il Palazzo di Giustizia, è terminata davanti la Prefettura di Caltanissetta in viale Regina Margherita. Lì gli attivisti si sono fermati per un comizio in strada e un flash mod artistico con una rappresentazione delle donne del comitato No Muos di Misterbianco.

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