Malformazioni congenite a Gela. Procura apre inchiesta su anomalie. 6 volte più che altrove

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Raffineria_GelaLa procura di Gela ha aperto un inchiesta sull’anomalo numero di bambini nati con malformazioni nella città del golfo e per verificare se tale anomali sia da collegarsi alla presenza del Polo Petrolchimico dell’Eni. A darne notizia, in anteprima, è stato il “Fatto quotidiano” in edicola, nel quale vengono anche citati i periti nominati dal procuratore capo di Gela, Lucia Lotti. “Il problema è che a Gela è inquinato tutto: dall’acqua, agli ortaggi, al cibo con cui viene allevato il bestiame” ha spiegato il genetista Sebastiano Bianca, perito della procura di Gela. Il riferimento è non solo alle malformazione, che al 2002 erano oltre 500, 6 volte più della media nazionale, ma anche il futuro, ovvero l’ inquinamento ormai permanente. Diffusissima è l’ipospadia, una malformazione congenita all’apparato genitale, ma comuni sono anche i casi di bambini nati microcefali, oppure con un solo orecchio o ancora con 4 dita. I casi di malformazioni genetiche sarebbero maggiori tra le famiglie di operai ed ex dipendenti del petrolchimico dell’Eni. Sotto inchiesta, in particolare, lo stabilimento, ormai chiuso, del clorosoda. L’Eni ha fatto sapere che al pari di quanto accaduto a Priolo, è disponbile a risarcire le famiglie, qualora venga accertato il nesso di causa effetto.

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