Il malessere dei poliziotti. “Personale insufficiente ed escalation del crimine”. Appello del Siap al capo della Polizia

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Non è solo l’allarme per la carenza di risorse umane nei presidi di Caltanissetta, Gela e Niscemi quello lanciato dal Siap, sindacato italiano appartenenti polizia, durante l’assemblea svoltasi stamane nella sala Emanuela Loi della Questura. Si tratta anche di un’analisi delle problematiche connesse a tali carenze di risorse alla luce di una criminalità emergente su vari fronti.

photo1“Prosegue senza sosta la diminuzione di uomini, mezzi e risorse della Polizia di Stato in provincia di Caltanissetta, a discapito della sicurezza dei cittadini”, spiegano i dirigenti del Siap che hanno incontrato i poliziotti e gli iscritti al sindacato durante la riunione convocata dal segretario Giuseppe Porrovecchio.

“A fronte di ciò si assiste ad un’inarrestabile escalation di eventi criminosi: costante e diffuso spaccio di droga (specie in danno di minori); criminali incendi di automobili ed altre proprietà private (ormai così frequenti da aver quasi desensibilizzato il sistema); rapine a mano armata; furti; sovrastanti problemi di ordine pubblico a diverso titolo connessi alla gestione di uno dei Centri per l’amministrazione delle migrazioni internazionali più grandi d’Italia; pericolosi accompagnamenti alla frontiera di stranieri irregolari bi-settimanali o oltre; un mercato della prostituzione clandestina triste e fiorente: un’esplosione di criminalità che rappresenta la punta dell’ieberg di un’economia illegale e sommersa nel silenzio, che da queste parti altro non è che la calda coperta della più nota tra le criminalità organizzate: la mafia”.

L’emergenza più impellente si registra a Niscemi, dove non si riesce più ad assicurare la continuità delle pattuglie di Volate nell’arco delle 24 ore, mentre il personale, giudicato insufficiente, che si dedica all’attività di polizia giudiziaria “riesce a stento a garantire l’ordinaria attività”.

Ad appesantire le problematiche scaturenti dall’insufficienza di personale, sono i locali del Commissariato, nei quali quei poliziotti sono costretti a lavorare, “che non rispondono ai minimi requisiti prescritti per tali uffici”.

“Non è meno grave l’emergenza a Gela, dove l’incendio quotidiano di automobili e privati domicili non fa più notizia: e la criminalità organizzata ringrazia, dato che è diventato “indolore” il suo principale mezzo di intimidazione e estorsione anche a causa dell’insufficiente presenza e presidio del territorio garantito dalle volanti con grande fatica e sacrificio del personale”.

A Caltanissetta, definito dal Siap “ex Capoluogo”, dove “i Poliziotti sono quasi tutti ormai anziani” e in cui “la garanzia del fisico presidio e controllo del territorio è garantita grazie alla buona volontà e al personale sacrificio degli uomini delle Volanti che spesso si vedono rifiutate ferie e congedi o che addirittura proseguono il servizio ad oltranza per garantire la presenza della Volante nel turno successivo”.

“I continui rimpatri di cittadini extracomunitari e l’esiguo numero di poliziotti a disposizione del Questore, motivano la cancellazione d’imperio del fisiologico riposo settimanale, lo sballottolamento dei Poliziotti da un turno ad un altro e da un servizio ad un altro, logorando così le

ottimali condizioni psico-fisiche del personale che non riesce più a dare il senso e la concretezza di sicurezza, di cui il cittadino necessita”.

“Può un Poliziotto ultra 50enne – un uomo normale – inseguire di notte un incendiario minorenne al soldo delle cosche? Si pretendono sforzi sovrumani da persone che, dopo un’onorata carriera, sono giunti ad un’età nella quale la natura prevede altro. Sappiamo bene che l’Amministrazione, a livello locale, sta facendo il massimo per garantire la gestione delle risorse disponibili: ma non basta, non si fanno le nozze coi fichi secchi! Non è più tollerabile la mancata integrazione delle

indispensabili Risorse Umane, e la pretesa di spremere il Personale sino al collasso: prova ne è l’incremento dei giorni di malattia richiesti, in alcune specifiche situazioni, al fine di poter ristorare le energie non recuperate attraverso i normali meccanismi di riposo”.

“Il nostro – conclude il Siap – è un grido di allarme e dolore, per le condizioni in cui versa la Polizia di Stato in una delle province storicamente afflitte dai mali criminali peggiori d’Italia (senza che ne sia mai stata decretata la guarigione). Si può, da buoni padri di famiglia, assumere la responsabilità delle conseguenze? Questo accorato appello presentiamo al Capo della Polizia, certi che il Sindacato non possa sottrarsi, per il bene di questa Amministrazione e dei cittadini, a rischio di rendersi inviso, di confessare al suo Capo che “il Re è nudo”. Contestualmente diamo doverosamente notizia al nostro Questore che, a seguito di un ampia consultazione con la base sindacalizzata, è emersa imperiosa, ormai indifferibile, l’esigenza di una intensificata attenzione verso tutte le tutele previste in favore del personale, non certamente sacrificabili per carenza di risorse (a paragone con le esigenze) ed in danno del normale ristoro delle forze, che vede aumentato il rischio operativo e, di conseguenza, il rischio per il Cittadino”.

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