"Make school, not war". "Rete studenti" in mobilitazione dal primo giorno

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make school not warSi comunica che, in data 14 Settembre 2012, in occasione del rientro scolastico, di fronte il cancello del Liceo Classico e Linguistico “Ruggero Settimo” di Caltanissetta, la Rete degli Studenti Medi organizzerà un’iniziativa simbolica prima del suono della campanella. Sin dal primo giorno di scuola, infatti, il Sindacato Studentesco si mobilita e attiva per denunciare la condizione dell’istruzione pubblica in Italia ed esigere politiche scolastiche giuste ed eque per tutti. L’evento sarà costituito di due “flash mob”: il primo, chiamato “Make School, not War”, si riferirà al nostro dissenso nei confronti delle scelte politiche ed economiche che il governo sta portando avanti.

Solo nel 2012 il governo ha investito nel settore militare quasi 40 miliardi di cui 10 per l’acquisto di 90 cacciabombardieri F35. Dal 2006 ad oggi sono stati tagliati oltre 13 miliardi all’istruzione pubblica. Esigiamo che lo stato sia disposto a impegnarsi per risollevare questa realtà scolastica gravosa per milioni di studenti e ben difficile da recuperare.

Il secondo flash mob, invece, sarà incentrato prettamente sulla situazione politico-economica siciliana.

Vogliamo cambiare l’agenda politica del Paese, ma vogliamo anche scrivere l’agenda politica della Sicilia. Dopo le disastrose esperienze di Cuffaro e Lombardo infatti auspichiamo che in Sicilia si apra una nuova fase politica. Dalle macerie lasciate dal governo Lombardo occorre ricostruire la nostra regione. La nuova fase politica dovrà far uscire la nostra regione dal fosso in cui è stata abbandonata e dovrà mettere freno a una crisi di fronte alla quale il precedente governo ha sicuramente fallito.

Come studenti vogliamo metterci in gioco e vogliamo contribuire alla realizzazione di quella che sarà l’agenda politica del prossimo governo regionale, che a nostro parere dovrà mostrarsi in discontinuità con quelli precedenti. Se la Sicilia versa in queste gravi condizioni è anche perché non è mai stata data agli studenti l’importanza che meritano e non si è mai investito su coloro che rappresentano il futuro della nostra regione. In Sicilia la scuola non è considerata una priorità su cui investire per lo sviluppo e la crescita del territorio.

La Sicilia è l’unica regione in Italia che non ha una legge regionale sul diritto allo studio. Investire sulla formazione e sulla conoscenza significherebbe segnare un cambio di rotta e abbattere quel sistema politico mafioso e clientelare che ha governato la nostra regione negli ultimi vent’anni.

 

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