Mafia. Trascorrevano vacanze in villa confiscata. Denunciati due familiari del boss Giuseppe “Piddu” Madonia

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Lungomare Santa Croce CamerinaLa figlia e il genero del boss di Caltanissetta Giuseppe ‘Piddu’ Madonia hanno trascorso, in compagnia di altri parenti, la scorsa estate del 2011 nella villa a mare di famiglia, adagiata sullo splendido litorale di Santa Croce Camerina in provincia di Ragusa. Ma l’immobile era stato da tempo confiscato e trasferito al Comune, che lo aveva destinato a un ente per la protezione degli animali. Un ente che non ha mai preso possesso del bene per motivi adesso da chiarire e al vaglio della Procura di Ragusa che ha coordinato le indagini dei Carabinieri su delega del Procuratore capo Carmelo Petralia. La figlia e il genero di Madonia avevano anche stipulato un contratto nominativo con l’Enel a nome della moglie del boss, Giovanna Santoro. Un contratto mai onorato e lasciato scadere per morosità a novembre. L’accusa formulata dalla Procura nei confronti dei due è di concorso in violazione dei sigilli, arbitraria invasione di edificio e violenza privata aggravata dall’essersi avvalsi dell’appartenenza a Cosa Nostra per intimidire. La Procura della Repubblica di Ragusa ha gia’ notificato agli indagati l’avviso di conclusione delle indagini. Un particolare viene definito curioso dagli inquirenti che hanno rinvenuto nella villa confiscata delle lettere datate luglio e agosto 2011 provenienti dal carcere e firmate da Giuseppe Madonia. La villa a mare di Madonia venne sequestrata nel 2000 insieme ad altri immobili del patrimonio del boss e di soggetti dal pedigree mafioso intatto come Totò Riina, Leoluca Bagarella, Nitto Santapaola. Anche per la villa in contrada Firrio, si è dovuto attendere il provvedimento di confisca dopo anni di battaglie per affidarla in gestione ad un’associazione. La villa a mare di Santa Croce Camerina è stata sgomberata in modo coatto a gennaio scorso.

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