Mafia. Sequestro bis per il boss-dentista di Niscemi, Giuseppe Amedeo Arcerito

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Villa sequestrata Arcerito NiscemiSequestro beni antimafia di Polizia di Stato e Guardia di Finanza di Caltanissetta. Colpiti i beni del boss mafioso di Niscemi Giuseppe Amedeo Arcerito, medico dentista. Agenti e finanzieri hanno eseguito il decreto emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale nei confronti dei coniugi Calogero La Rosa e Rosaria Arcerito, sorella e cognato del boss, formalmente intestatari dei beni per un valore stimato di 5 milioni di euro.

La misura chiesta dalla D.D.A. di Caltanissetta colpisce infatti numerosissimi beni tra cui sette capannoni, un fabbricato adibito a dormitorio, un box con cucina, l’ampliamento con terrazza, veranda e copertura di un fabbricato, trasformato praticamente in un edificio con annesso autolavaggio. Arcerito, noto dentista con studio a Niscemi, è detenuto al carcere Pagliarelli di Arcerito GiuseppePalermo dopo l’operazione “Parabellum” del 25 luglio 2011, in quanto indagato di concorso nell’omicidio di Alfredo Campisi del novembre 1996. Il sequestro di oggi fa seguito ad un altro sequestro di beni antiamfia ai sui danni di un anno fa. Presso il Comune di Niscemi, gli investigaotri hanno appurato che i beni indicati dai pentiti come “i capannoni di Arcerito” erano in realtà strutture abusive di cui era stata ordinata la demolizione, ma che intanto il boss aveva ampliato e trasformato in attività artigianali commerciali, come il lavaggio. A tradire Arcerito i suoi colloqui intercettati in carcere con la sorella Rosaria, alla quale chiedeva continuamente l’andamento degli affari dei capannoni.

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