Mafia, scatta il sequestro di beni per un appartenente al gruppo Alferi di Gela

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Scatta il sequestro di beni per un appartenente al sodalizio criminale del “Gruppo Alferi” di Gela, Rosario Consiglio.
Terreno Contrada Settefarine GelaLa Divisione Polizia Anticrimine – Ufficio Misure di Prevenzione della Questura di Caltanissetta ha posto sotto sequestro un fabbricato per civile abitazione ubicato a Gela, in via Monfalcone, di dieci vani, elevato su due piani e undici mila metri quadrati di terreni in Contrada Settefarine, nonché conti correnti, depositi a risparmio, buoni fruttiferi postali e carta postepay, per un valore complessivo di mezzo milione di euro, riconducibili al gelese Consiglio Rosario, classe ’66, pregiudicato, ritenuto dagli investigatori appartenente a Cosa Nostra, “Gruppo Alferi”.
I beni erano intestati anche alla moglie ed ai figli.
Il sequestro è stato disposto dal Tribunale di Caltanissetta – Sezione Misure di Prevenzione, ai sensi della normativa antimafia, a seguito della proposta per l’irrogazione della misura di prevenzione patrimoniale formulata lo scorso mese di giugno dal Questore Bruno Megale.
Le indagini patrimoniali, sulla scorta delle previsioni del codice antimafia, hanno dimostrato una evidente sproporzione tra il reddito dichiarato dal Consiglio ed il valore dei beni intestati allo stesso.
Consiglio annovera precedenti penali e di polizia per ricettazione, reati ambientali, lesioni personali, uso di atto falso, violazione di sigilli, attività non autorizzata di raccolta/trasporto e smaltimento rifiuti speciali.
Nel 2013 era stato arrestato dalla Squadra Mobile di Caltanissetta, in esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione “Inferis”.
Con il medesimo provvedimento di sequestro, Consiglio è risultato indagato per estorsione ed illecita concorrenza mediante minaccia, con l’aggravante di avere commesso i fatti in qualità di partecipe dell’associazione di tipo mafioso denominabile “gruppo Alferi”, di essersi avvalso delle condizioni previste dall’art.416 bis e di avere agito al fine di agevolare l’attività della predetta associazione.

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