Mafia. Il Procuratore generale Lari: «Nel ’92 la Democrazia corse seri rischi. Falcone delegittimato».

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“Sono trascorsi 25 anni dalla stagione  delle stragi e quelli che non erano ancora nati, o che erano troppo  giovani, oggi non possono rendersi minimamente conto di quali rischi  abbiano corso le nostre istituzioni e la nostra giovane democrazia, a  causa della pericolosità sociale, economica e politica della mafia”.  Lo ha detto il Procuratore generale di Caltanissetta, Sergio Lari,  intervenendo a un seminario sulla lotta alla mafia. Lari, che ha  coordinato le ultime inchieste sulle stragi di via D’Amelio, dopo la  collaborazione di Gaspare Spatuzza, ha poi voluto esprimere la sua  “gratitudine” verso “chi ha perso la vita” nella lotta alla mafia “per avere fatto il proprio dovere”. Proprio come Giovanni Falcone o Paolo  Borsellino.

“La vita di Giovanni Falcone fu segnata da una quantità impressionante di delegittimazioni, anche da parte  delle istituzioni a cui Falcone apparteneva”. E’ la denuncia del  Procuratore generale di Caltanissetta Sergio Lari, intervenuto durante un seminario all’Università di Palermo. “Sarebbe semplicistico ridurre la testimonianza sugli anni che precedettero la sua morte – dice  ancora Lari – al conflitto con la mafia sanguinaria dei corleonesi”.

(AdnKronos)

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