Mafia: polizia esegue 4 arresti a Enna, legati a clan Emmanuello, tra cui consulente di una banca

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NICOSIA MAURIZIOOperazione “Sole Nero” della Dda di Caltanissetta, condotta tra Villarosa ed Enna dalle rispettive squadre mobili.

Ascolta le interviste con il Procuratore Aggiunto della DDA Domenico Gozzo e il capo della Squadra Mobile di Caltanissetta, Giovanni Giudice. 

Quattro persone, tre imprenditori agricoli della provincia di Enna ed un agronomo di Catania consulente di un istituto di credito, sono state arrestate dalla polizia con accuse che vanno dall’associazione per delinquere di tipo mafioso contestata a Maurizio Nicosia, astro nascente della famiglia mafiosa di Villarosa, nonché estorsione ed usura aggravate dall’avere agito con modalità mafiose. In manette sono finiti Maurizio Giuseppe Nicosia, classe 63 di Villarosa, con precedenti per traffico di droga. Giuseppe Torrisi, l’agronomo di Catania con precedenti per reati finanziari e falso. Michele Cammarata, di Enna, allevatore e imprenditore agricolo e Giuseppe Fascetto, con diversi precedenti penali, classe 68. La vicenda ruota attorno ad un prestito che un imprenditore agricolo di Villarosa aveva inizialmente chiesto ad un istituto di credito, la Monte dei Paschi di Catania. Come spesso accade, il canale legale non dava i suoi frutti e il prestito di 50 mila euro non arrivava. Motivo per cui lo stesso consulente della banca consigliava all’imprenditore di rivolgersi agli usurai. Ma si trattava di prestatori di denaro del tutto particolari dal momento che Maurizio Nicosia a Villaorsa è ritenuto molto vicino al caln Emmanuello di Gela e in particolare al vivandiere che aveva ospitato e curato la latitanza di Daniele Emmanuello che proprio a Villarosa venne catturato morto dopo un tentativo di fuga e sparatoria con la Polizia.

Sole Nero – Interviste a Giovanni Giudice, Squadra Mobile e Domenico Gozzo, Procuratore Aggiunto DDA

TORRISI GIUSEPPENon a caso quando Roberto La Pagia, vivandiere del boss, uscì dal carcere a maggio del 2010, la prima persona ad essere informata fu proprio Maurizio Nicosia. L’inchiesta “Sole Nero”, dunque, oltre a smascherare un gir di usura che infine aveva convinto la vittima a cedere l’intera attività imprenditoriale agli strozzini, non potendo pagare tassi di oltre il 120%, ha anche fatto luce su come stanno cambiando gli organigrammi mafiosi tra Villarosa e Vallelunga Pratamento. La cosca mafiosa oggetto di indagini mostrava di sapersi espandere anche in settori di interesse criminale finora ritenuti “sconvenienti” per gli affiliati a cosa nostra, in particolare nel campo dell’usura. Le investigazioni disvelavano come gran parte dei profitti illeciti provenisse proprio da tale attività criminale, condotta anche in altre province ricorrendo all’occorrenza, per riscuotere i crediti, ai metodi classici delle organizzazioni mafiose quali la minaccia e l’attentato intimidatorio. Ma non solo. Come hanno spiegato i pentiti, tra cui Barbieri e il tunisino Ridha, quest’ultimo impiegato come narcotrafficante sull’asse Villarosa, Enna e diversi centri del Vallone del nisseno, Nicosia e la famiglia di Villarosa, nella quale primeggiava, avevano il monopolio del traffico di droga, soprattutto cocaina. La vittima di usura, l’imprenditore agricolo di Villarosa, dopo i primi tentennamenti dovuti al terrore di dover denunciare personaggi di spicco di Cosa Nostra che lo avevano sottoposto ad usura, ha infine ammesso di essere vittima di strozzinaggio e che a breve avrebbe venduto tutto pur di uscire dall’infernale giogo.

FASCETTO GIUSEPPECAMMARATA MICHELE

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