Mafia. Estorsioni e danneggiamenti in provincia di Enna agli ordini del boss

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Salvatore Seminara
Salvatore Seminara

Un’organizzazione che controllava il territorio a Leonforte e Agira attraverso il racket delle estorsioni è stata sgominata da un’operazione della polizia di Stato di Enna. Agenti stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Caltanissetta su richiesta della Dda della Procura Nissena.

Al centro dell’inchiesta, basata su indagini della squadra mobile di Enna e del commissariato della polizia di Stato di Leonforte, un gruppo criminale che, secondo l’accusa, guidato dal boss Salvatore Seminara, attraverso i suoi affiliati, gestiva le estorsioni a commercianti ed imprenditori, che venivano intimiditi e danneggiati.

Cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere e tre ai domiciliari nell’operazione antimafia «Goodfellas» condotta dalla Polizia di Enna e coordinata dalla Dda di Caltanissetta. Tra i destinatari, anche il boss detenuto, reggente di Cosa nostra ennese, Salvatore Seminara, una guardia giurata, il titolare di un’autoscuola. Secondo gli investigatori il gruppo, oltre a imporre il pizzo a commercianti e imprenditori, grazie alle intimidazioni e ai danneggiamenti avrebbe permesso ad alcuni degli arrestati di operare senza concorrenza a Leonforte e Agira.
La polizia ha notificato la custodia cautelare in carcere a Salvatore Seminara, 71 anni, originario di Mirabella Imbaccari (CT), capo di Cosa nostra per la provincia di Enna, già detenuto; Natale Cammarata, 24 anni di Agira; Walter Frasconà, 34 anni, di Leonforte, guardia giurata; Salvatore Ogliarolo, 41 anni, di Leonforte; Antonino Scaminaci, 33 anni, di Agira. Domiciliari per il titolare di una autoscuola, Angelo La Ferrara, 52 anni, di Leonforte; Antonino Lambusta, 54 anni, di Valguarnera; Alessandro Trovato, 54 anni, di Troina.

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