Mafia e Antimafia dalla A alla Z: Il "Dizionario delle mafie"

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Presentato a Caltanissetta il”Dizionario delle mafie”,un volume di oltre 900 pagine con allegato un Cd contenente tre mila pagine di sentenze che in ordine alfabetico raccoglie tutte le voci possibili di protagonisti, luoghi e fatti di mafia e antimafia.

Curato da Fabio Iadeluca, Maresciallo dei Carabinieri in servizio alla DNA, sociologo e criminologo, il primo “Dizionario delle Mafie” ha potuto contare su ben 77 autorevoli autori, quasi tutti magistrati. Alcuni di loro sono srati o sono tutt’ora in servizio a Caltanissetta e proprio il distretto nisseno è stato il primo a ospitare una presentazione dell’innovativo volume, dopo la prima uscita al Senato. Un opera innovativa e impegnativa allo stesso tempo. Perché la parola “Dizionario” conferita al titolo e alla metodologia di lavoro, afferisce all’attitudine enciclopedica che intende avere questo lavoro che ambisce ad essere onnicomprensivo. Un lavoro che in tanti avevano pensato di fare, che da più parti era stato indicato come necessario, ma che nessuno fino ad ora si era cimentato a realizzare.

Tra i relatori, infatti, il presidente Piero Grasso. Erano presenti all’aula magna del tribunale oltre all’autore il consigliere di corte d’Appello Giovanbattista Tona e il presidente della Corte, Salvatore Cardinale che hanno curato le voci su Antonino Saetta. Il sostituto Procuratore presso la corte d’Appello (procuratore capo facente funzioni), Ferdinando Asaro, il procuratore presso la DNA, con delega su Caltanissetta, Franca Imbergamo che ha curato Peppino Impastato per averne seguito il processo. Il presidente del Tribunale Claudio Dal’Acqua e il presidente dell’ordine degli avvocati Giuseppe Iacona.

“Nessuno capisce che la vera lotta alla mafia si fa negli archivi per conoscere e agire. Ci insegna che un libro può essere uno strumento di contrasto alla mafia più forte di cento manette”. Così il magistrato nisseno e presidente dell’ ANM, Giovanbattista Tona.

pubblico dizionario delle mafie TribunaleFranca Imbergamo“Non si potrà mai capire la Camorra senza un analisi del degrado in Campania o della Calabria per la ‘ndrangheta”, ha detto l’autore, Iadeluca, sottolineando l’importanza della conoscenza analitica e storica, visto che le mafie italiane hanno oltre 150 anni di storia. “Importante è la mappatura con cartografia anche comunale per aggiornare la situazione locale e dettagliata analisi penetrativa dell’azione mafiosa”. Questo contiene il volume e il cd allegato: una cartografia e mappe congitive dela mafia nei territori fino ad arrivare al piccolo comune. .

Aspetto importante è l’aggiornamento. Le centinaia di lemmi saranno aggiornate ogni sei mesi dagli autori con carte, dati e sentenze nuove scaricabili dal sito della casa editrice “Armando Curcio”.

“Abbiamo i migliori investigatori – ha detto l’autore – ma non siamo riusciti a sradicare le mafie perchè si sono a volte sostituite allo Stato. Abbiamo fatto tanto ma ancora c’è da fare. Non è arrestando e facendo operazioni che si avvia la destrutturazione delle organizzazioni “.

“Opera originale – per il presidente della Corte d’Appello, Salvatore Cardinale – se sfogliamo viene fuori la storia bella e brutta, eroica e vile della Sicilia dal dopoguerra a oggi. Storia sporcata da avvenimenti in cui hanno operato a volte in modo disgiunto altre in modo organico organico i servizi deviati e le consorterie”.

“Se consultiamo troviamo Michele Greco, il Papa. Ma anche la figura di Saetta integerrimo giudice che lo condannò. Fulgido esempio da proporre per le giovani generazioni. Se prendiamo la stidda è l’organizzazione dei 200 omicidi, ma è anche la ricerca del sacrificio di Livatino. C’è sempre il dualismo tra fatto indegno e persone che hanno combattuto la mafia. Don Calò Vizzini e Michele Pantaleone, scrittore che combatte la mafia nella sua terra. Girolamo Li Causi che comiziò a Villalba e ricevette la bomba. Il gruppo di fuoco nella stidda che era un gruppo di quattordicenni, autori di trenta omicidi e le stragi di Porto Empedocle, Racalmuto e altre”.

“Vorrei ricordare un mio collega – ha detto Cardinale – che non svolse servizio a Caltanissetta, Luca Crescente, che operò a Palermo quando i pentiti erano pochi e la giurisprudenza era oggetto di discussione, non era consolidata”. “La conoscenza del passato consente di vivere meglio il presente dove le mafie non abbiano percorso”, ha concluso il magistrato nisseno.Ferdinando Asaro

Sono seguito gli interventi del presidente del Tribunale Dall’Acqua, dell’ordine avvocati, Iacona e del procuratore della DNA, Franca Imbergamo che ha testimoniato come nonostante gli arresti e la lotta incessante, si parla ancora oggi di mafia, auspicando che si possa parlare di storiografia della mafia e non più solo di storia.

Il procuratore presso la corte d’Appello, Fernando Asaro, ha puntualizzao “Il valore della memoria in questo dizionario, il valore della circolazione delle informazioni, spunti di riflessione da tutte le mafie. E un valore a me caro nelle voci che riguardano Falsone, boss arrestato in Francia o del papà di Di Matteo e la voce di Lo giudice, c’è un collante che è un invito all’indignazione” E per indignarsi cita le intercettaizoni del politico Lo Giudice a Canicattì, con un mafioso.

“Dietro ognuno di noi c’è un lavoro di squadra”, ha detto Asaro, che ha concluso con “un ricordo di un collega che non c’è più . Luca Crescente che ha operato in contesti difficili come Palermo che sentiva lo spirito di squadra come il maresciallo Iadeluca affinché tale spirito di squadra sia di tutti e non solo di chi si occupa di mafia”.

Il “Dizionario delle mafie” è quindi un’opera enciclopedica. Come tutti i dizionari, dunque, va considerato come uno strumento di lavoro, un ausilio allo studio e all’analisi poiché non è un libro di storia o di storiografia, non un volume di sociologia, non una monografia che approfondisce un epoca, un evento. Ma è, appunto, un dizionario, che può servire a comprendere e avviare studi attraverso altri strumenti in vari ambiti. Dal magistrato al giornalista, dall’avvocato all’insegnante ma soprattutto al giovane e allo studente.

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