Maestranza, parla il Capitano Riggio: "nè vincitori né vinti in una festa di tradizioni e religione"

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Dopo la decisione del consiglio direttivo della associazione Real Maestranza (foto di copertina di Giuseppe Arena) unitamente al consiglio direttivo dell’associazione Capitani emeriti, di scegliere all’ unanimità il cavaliere Francesco Riggio, quale nuovo capitano della Real Maestranza 2015, la macchina organizzativa entra a pieno regime. A Fianco di Riggio, già Capitano emerito della categoria Fabbri nel 1979, ci saranno il cavaliere Angelo Iannello, scudiero della categoria idraulici e il Cavaliere Gioacchino Ricotta della Categoria Barbieri, Alfiere Maggiore.
Riggio FrancescoIl Cavaliere Francesco Riggio, nuovo capitano della Real Maestranza, è il fondatore di un’impresa metalmeccanica, la Romigiter che adesso principalmente gestiscono i figli, ed è il fratello di Gaetano Riggio, anch’egli capitano della Real Maestranza, scomparso a luglio scorso, fondatore del premio letterario “l’artigiano poeta”. “Il ruolo di capitano eletto da tutte le categorie, diventa un ruolo particolare – afferma il neo capitano Riggio a Radio CL1 – Ho accettato anche in ricordo di mio fratello, che sarebbe stata la persona più felice per questa carica che sto assumendo”.
Abbiamo chiesto al Cavaliere Francesco Riggio se con l’elezione a Capitano da parte di tutte le categorie sia in effetti chiamato a un doppio ruolo. Oltre a portare il Crocifisso, anche a  ridare serenità e autorevolezza alla manifestazione.
“Il ruolo di Capitano eletto da tutte le categorie, in effetti è molto particolare, perchè viene fuori da ciò che è successo. Ma non è giusto più citare il caso dei marmisti, perchè moralmente andiamo a toccare chi ne sta soffrendo”.
“L’organizzazione dell’associazione Maestranza e l’associazione dei Capitani hanno preso le decisioni condividendo che la cosa più giusta era questa e tutte le categorie in riunione mi hanno eletto. Non ero tanto convinto inizialmente, non perchè non ne fossi felice, ma il problema è che mio fratello è morto da poco tempo. Però la festa, alla base, è una festa religiosa che richiama le tradizioni nissene e allora ho deciso di accettare, avendo tutto il piacere di rimettere un po’ d’ordine. Non possiamo parlare né di vinti né di vincitori, perchè non è giusto. Faremo del nostro meglio per far risaltare un buon risultato della Real Maestranza affinchè la gente sia vicina ad una tradizione nissena che non si può trascurare. A Caltanissetta abbiamo poco e quel poco dobbiamo cercare di tenerlo vivo”.
“Ho accettato – prosegue il Capitano della Real Maestranza, Francesco Riggio – anche perchè ricordando mio fratello (Gaetano Riggio, ndr), capisco che sarebbe stata la persona più felice per questa carica che sto assumendo. Pertanto cercherò di onorarlo. Mio fratello era ancor più di me legato a questa festa e alle manifestazioni religiose. La Maestranza è una festa legata alle tradizioni ma principalmente alla religiosità di Caltanissetta e dei nisseni. La processione della Maestranza è al servizio di Cristo e dell’Eucarestia, il venerdì Santo con il Cristo Nero, la Domenica per l’Annunciazione della Resurrezione, quindi tutte le manifestazioni seguono un rito religioso”.
Le categorie della Real Maestranza derivano tutte dagli artigiani e dalla loro tradizione. La Maestranza rappresenta dunque l’artigianato, che in un momento di crisi è forse uno dei pochi settori in grado di dare occupazione.
“L’artigianato in effetti non può morire mai – spiega il Capitano della Maestranza, Riggio – Oggi viene seguito con poco impegno dai giovani, perchè non vanno giustamente ad apprendere ad un’età prematura e quando si è in età avanzata difficilmente si addentrano in una professione per le difficoltà a formarsi un ‘esperienza. Ma l’artigianato è sempre vivo e sarà la parte trainante del Paese. L’artigianato regge l’economia dei vari Paesi e da noi a Caltanissetta, dove non abbiamo moltissime industrie, a maggior ragione si vive di economia artigianale”.

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